“Sovraffollamento e rischio terrorismo”, il Parlamento Ue punta il dito contro le carceri italiane

In una relazione votata a Strasburgo, gli eurodeputati esprimo “preoccupazione” per la situazione degli istituti penitenziari nel nostro Paese

Il carcere di Regina Coeli a Roma / ANSA/ UILPA PENITENZIARIA

Le carceri sovraffollate possono aumentare il rischio terrorismo, perché alimenta la radicalizzazione. E l'Italia, purtroppo, è maglia nera in Europa per le condizioni degli istituti penitenziari. E' quanto denuncia una relazione del Parlamento europeo, adottata oggi nell'ultimo giorno di plenaria a Strasburgo. 

Italia maglia nera

Stando ai dati del Consiglio d'Europa, relativi al 2015, in Italia i detenuti erano 53.623, a fronte di  49.635 posti disponibili. In sostanza, il numero di detenuti è più alto della capienza effettiva. Il tasso di affollamento è del 108 per cento. Nel resto dell'Ue, solo Grecia e Cipro fanno peggio. E allargando lo sguardo al di là dei confini dell'Unione, il Belpaese fa peggio persino della Turchia. 

Le proposte del Parlamento Ue

Ecco perché l'Italia è tra i paesi contro cui punta il dito la risoluzione del Parlamento Ue, quelli in cui ci sono "livelli record" di sovraffollamento e in cui "la situazione rimane problematica"
Secondo l'Europarlamento, gli Stati membri dovrebbero migliorare le condizioni di detenzione, proteggere la salute e il benessere dei detenuti e del personale delle prigioni e favorire la riabilitazione. Per contribuire a prevenire la radicalizzazione, l'Europarlamento ha raccomandato di migliorare la formazione del personale, le pratiche di intelligence all'interno delle carceri, il dialogo inter-religioso e le cure psicologiche. 

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Puntare sulle pene alternative

Secondo i deputati europei, la carcerazione preventiva dovrebbe essere uno strumento a cui ricorrere solo in ultima istanza, da utilizzare solo in casi legalmente giustificati, e da considerare inappropriato per le persone vulnerabili come i minori, gli anziani, le donne incinta e i malati gravi. Per le persone condannate che non rappresentano un serio pericolo per la società, l'Europarlamento chiede pene alternative al carcere, come gli arresti domiciliari, i servizi in comunità e il braccialetto elettronico. Nella risoluzione, i deputati europei incoraggiano gli Stati membri a fornire risorse adeguate per la modernizzazione delle carceri e a garantire ai detenuti programmi di attività equilibrati e tempo fuori dalle celle. 
 

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