Coronavirus, l'Italia rischia l'isolamento?

La destra populista europea chiede di sospendere Schengen e di bloccare le frontiere con il nostro Paese, ma secondo l'Ue a pagarne le conseguenze sarebbero soprattutto gli italiani e la sua economia. Intanto Bruxelles loda la risposta del governo all'emergenza

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha chiesto al governo di sospendere Schengen, ossia la libera circolazione di persone e merci da e verso l'Italia. La sua principale alleata politica in Europa, la francese Marine Le Pen, vuole che Parigi aumenti i controlli ai confini con il nostro Paese. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha già fatto capire la sua posizione sospendendo temporaneamente i collegamenti ferroviari al Brennero. C'è un filo comune che unisce un pezzo importante della destra europea in questo momento dinanzi all'emergenza  Coronavirus: chiudere le frontiere, partendo dallo stop a Schengen. Ma per Bruxelles, a pagare le conseguenze di una tale misura sarebbe proprio l'Italia.

I rischi dello stop a Schengen

All'ultima riunione dei ministri europei della Salute, quando il focolaio in Italia non era ancora scoppiato, la decisione comune era stata di salvaguardare "la libertà di movimento all’interno dell’Ue". Ma adesso proprio i Paesi confinanti con l'Italia potrebbero cambiare idea, a partire dall'Austria. "Al momento non possiamo escludere che qualche Paese, magari tra quelli che confinano con l’Italia, avanzi una simile richiesta - spiega una fonte Ue alla Stampa - Ma attenzione: più che per proteggere l’Italia, si tratterebbe di una mossa per isolarla", avverte.

Ripristinare i controlli alle frontiere, infatti, avrebbe un impatto sull'export italiano nel mercato interno europeo perché rallenterebbe trasporti e consegne, provocando effetti a catena anche per i prossimi anni. Attuare lo stop a Schengen per l'Italia, poi, rischierebbe di creare un precedente: se domani una situazione simile dovesse verificarsi, per esempio, in Francia, crescerebbero le pressioni politiche per fare lo stesso in terra transalpina. Ecco perché i governi europei per adesso allontanano qualsiasi ipotesi di chiusura delle frontiere.

Il no di Francia, Germania e Svizzera

"La situazione in Italia è preoccupante. Dei casi sono probabili in Francia per la nostra vicinanza, ma l'obiettivo resta una rapida individuazione dei casi", il direttore generale della Sanità francese, Jerome Salomon, per il quale "chiudere le frontiere non serve a niente. Ogni persona che torna dalla Lombardia o dal Veneto con dei sintomi deve essere considerata sospetta". Anche il ministero dei Trasporti francese ritiene che il blocco delle frontiere tra Italia e Francia non sia indispensabile: "Chiudere le frontiere non avrebbe senso, dal momento che la circolazione del virus non è limitata ai confini amministrativi". Stessa posizione espressa dalle autorità di Germania e Svizzera.

Anche Bruxelles sta cercando di frenare su questa ipotesi. "La minaccia è comune e le decisioni devono essere prese discutendo le misure, inclusi i controlli alle frontiere, sulla base di una valutazione credibile dei rischi e dell'evidenza scientifica; deve essere proporzionata (all'obiettivo, ndr); devono essere prese in coordinamento con tutti gli Stati membri della Ue", ha detto il commissario Ue alla gestione delle crisi Janez Lenarcirc. Che bacchetta anche la proposta di Salvini:''E' molto spiacevole che la situazione sdia politicizzata: cio' di cui abbiamo bisogno adesso è che di fronte alla minaccia comune le misure siano prese sulla base di quei tre principi", ha ribadito.

Ue: "Bene governo italiano"

Bruxelles ha espresso inoltre apprezzamento per le misure messe in campo dal governo italiano: "Voglio lodare la risposta rapida e professionale delle autorità italiane" nel contrastare la diffusione del coronavirus, "abbiamo una eccellente collaborazione con loro nel campo della protezione civile e sono sicuro che l'Italia abbia il personale competente e le strutture efficienti per rispondere in maniera ben coordinata" alla situazione, ha detto sempre Lenarcirc. Un giudizio condiviso anche dall'autorevole quotidiano Politico: "Finora, la risposta del governo è stata rapida, decisa e trasparente. Un modello amministrativo per come non è stata minimizzata la minaccia, né drammatizzata la situazione", si legge in un articolo

Intanto, in accordo con le autorità italiane, è stata decisa una missione congiunta dell'Oms e dell'Ecdc, l'agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie, che partirà domani per l'Italia per "valutare la situazione sul terreno", ha annunciato la commissaria Ue alla salute, Stella Kyriakides. Anche sulla base dei risultati di questa missione, Bruxelles valuterà le misure da prendere. 

Bruxelles, che ha stanziato in queste ore 232 milioni di euro per far fronte al Coronavirus su scala globale, ha chiarito che la priorità al momento "resta il contenimento della malattia" e che sono stati avviati "dei piani di emergenza". Ma per il momento, nessun Paese Ue ha chiesto ufficialmente di sospendere Schengen. Per ora.

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