Perché in Europa il governo fa l'opposto di quello che chiede Salvini (sulla politica estera)

I ministri degli Esteri e della Difesa dell'esecutivo gialloverde hanno dato l'ok a un testo in cui si chiede all'Ue di agire sullo scenario internazionale con una voce sola e nel nome del multilateralismo. Il contrario del sorvanismo e del modello Trump cui il leader del Carroccio dice di guardare

Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante l'incontro con il vicepresidente statunitense Mike Pence alla Casa Bianca, Washington (Usa), 17 giugno 2019. ANSA

La notizia è passata inosservata, quasi si trattasse di un atto di poco conto. Eppure il contenuto delle conclusioni approvate dai ministri degli Affari esteri e della Difesa dell'Unione europea a Lussemburgo sono uno schiaffo deciso al modello di politica internazionale sovranista e unilaterale professato da Donald Trump. Lo stesso esaltato in questi giorni dal vicepremier italiano Matteo Salvini. Che evidentemente non coincide con quello del suo governo, dal momento che l'esecutivo M5s-Lega ha sottoscritto il testo Ue senza particolari remore. 

Un testo che è tutto l'opposto del sovranismo e che anzi mira a rafforzare il ruolo dell'Ue nel contesto internazionale, facendo in modo che l'Europa unita parli con una sola voce a nome degli Stati membri. E se Trump sta ridisegnando la strategia Usa nel mondo dicendo basta agli accordi multilaterali, come l'accordo sul clima di Parigi e quello sul nucleare con l'Iran, il governo italiano e i suoi partner europei ribadiscono al contrario la "necessità di promuovere soluzioni multilaterali", che "è più urgente che mai".

Il multilateralismo

Il Consiglio, si legge nelle conclusioni; "pone l'accento sul fatto che l'interesse dell'Ue risiede in un sistema multilaterale che sia fondato sulle regole e sui diritti, tuteli i beni pubblici globali, promuova la condivisione dei beni pubblici e produca benefici per i cittadini in Europa e in tutto il mondo". Un multilateralismo efficace, si legge ancora, "rimane il modo migliore per promuovere gli interessi nazionali e collettivi" e per questo l'Ue si impegna a "difendere le norme e gli accordi internazionali, estendere il multilateralismo alle nuove realtà globali e rendere le organizzazioni multilaterali adatte allo scopo".

L'Iran

Che si tratti di un testo importante e non di una semplice dichiarazione di intenti, lo si capisce dalle "misure concrete" che i ministri europei hanno deciso di intraprendere. Tra queste, il mantenimento e la promozione del "Joint Comprehensive Plan of Action on Iran", ossia dell'accordo sul nucleare con l'Iran: Trump si è tirato fuori e proprio in questi giorni Salvini ha sostenuto di essere in piena sintonia con il presidente Usa su questo delicato accordo. Peccato che i ministri del suo stesso governo in Europa abbiano apposto la loro firma su un documento che dice l'esatto opposto. 

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I migranti

L'Ue si impegna anche a sostenere il Consiglio d'Europa, altra istituzione internazionale su cui Salvini ha polemizzato di recente in merito alla questione della scorta al giornalista Roberto Saviano, e soprattutto il lavoro dell'Alto commissario Onu sui rifugiati, che in questi giorni ha smentito il leader della Lega sul fatto che la Libia possa essere un porto sicuro di sbarco per i migranti soccorsi dalla Sea Watch. Del resto, che la Libia non sia un porto sicuro lo stabilisce la Convenzione Sar, che discende dalla Convenzione Onu sul diritto del mare. Altro accordo internazionale che il governo gialloverde, a Lussemburgo, si è impegnato a promuove e difendere. In barba alle tesi del suo vicepremier. 

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