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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Fine di un'era / Russia

Stiamo andando verso la fine del World wide web?

Secondo diversi studiosi la Russia sta progettando di staccarsi dalla rete globale e costruire il proprio intranet, come ha già fatto la Cina

Sembra una profezia da romanzo fantascientifico, ma potrebbe essere la nuova realtà. La guerra in Ucraina non modificherà solo gli equilibri geopolitici globali, ma altererà anche quelli digitali. Si stanno moltiplicando le voci secondo cui la Russia si starebbe preparando a tirarsi fuori dalla rete internet mondiale, costruendo una propria rete chiusa e senza contatti con l’esterno. Il modello è quello cinese e, se Mosca procedesse in questa direzione, si renderebbe ancora più dipendente da Pechino.

Internet in pericolo?

Come riporta la Bbc, la situazione dell’informazione in Russia si sta rapidamente deteriorando mentre il conflitto in Ucraina continua. Da un lato, diverse grandi aziende tech (Meta, Google e Apple tra le altre) stanno ridimensionando le proprie attività nel Paese. Di contro, Mosca sta limitando fortemente i servizi digitali (ad esempio ha bloccato Facebook e Twitter) nonché i media indipendenti e quelli stranieri, e chi è accusato di diffondere "false informazioni" sulla guerra rischia fino a 15 anni di carcere.

Ma in ballo, secondo diversi osservatori, non c’è più solo la libertà dell’informazione: potrebbe esserci l’esistenza stessa della rete internet mondiale. Recentemente il vice-premier ucraino Mykhailo Fedorov ha chiesto all’Icann (acronimo di Internet corporation for assigned names and numbers), l’organo responsabile per la governance di internet, di scollegare la Russia dalla rete globale.

Aumentare l’accesso

Tuttavia, le società che gestiscono il World-wide web (cioè appunto la rete mondiale) hanno risposto picche. Lo slogan rivendicato dall’Icann è “un mondo, un internet” e il suo amministratore delegato ha ribadito la neutralità dell’azienda, mentre l’Electronic frontier foundation (Eff) ha sottolineato come interferire con i protocolli alla base dell’infrastruttura internet potrebbe avere “conseguenze pericolose e durature”. Il punto è stato centrato dall’azienda Cloudfare, che offre protezioni contro i cyber-attacchi, la quale ha rimarcato che in questo momento “la Russia ha bisogno di più accesso a internet, non meno”. Tradotto: bisogna tenere Mosca nella rete globale, così che i russi si rendano conto della coltre di propaganda che li circonda.

Benvenuti su Runet

Ma potrebbe essere già tardi. Da diversi anni è in costruzione nel Paese eurasiatico un internet “sovrano” (o meglio, un intranet): una rete privata di siti web che non “parlano” con il mondo esterno. Il sistema, chiamato Runet, sarebbe stato testato con successo già nel 2019. A quanto pare, Mosca sta portando avanti la sperimentazione: in una nota del governo trapelata nei giorni scorsi si invitavano i fornitori di servizi internet russi a rafforzare la propria sicurezza e a connettersi ai server Dns nazionali entro l’11 marzo, abbandonando gli host esterni. Le autorità russe hanno smentito che questa comunicazione preludesse all’abbandono di internet da parte di Mosca, sostenendo che si trattava di precauzioni contro eventuali attacchi hacker.

Splinternet e censura 

Ma in molti temono che la disconnessione russa sia solo questione di tempo. Il rischio è quello di andare incontro al cosiddetto Splinternet: una situazione per cui la rete globale viene sostituita da diverse versioni nazionali di internet in diversi Paesi. Una balcanizzazione del web accelerata dalla crisi ucraina. In realtà, il precedente esiste già: in Cina internet è profondamente diverso da come lo conosciamo, e gli utenti possono visualizzare solo contenuti approvati dal governo. Ad esempio, se si cercano informazioni su Piazza Tienanmen non si trova nulla sul massacro del 1989.

Pechino tiene il resto del mondo fuori dal suo intranet tramite la censura di quella che è stata ribattezzata la Grande muraglia di fuoco (Great firewall in inglese), un sistema che impedisce ai contenuti esterni sgraditi di “infiltrare” il web cinese. Sebbene Runet si ispiri al modello cinese, a differenza di quest’ultimo è stato creato adattando l’internet “standard” alle esigenze del Cremlino, laddove in Cina si è partiti da zero per costruire una rete internet parallela a quella globale. Fang Binxing, considerato il fondatore del Grande firewall cinese, avrebbe personalmente assistito gli informatici russi a migliorare i propri sistemi qualche anno.

Nella rete di Pechino

Secondo lo scrittore Abishur Prakash “a causa della geopolitica, sta emergendo un disegno diverso per internet, dove le nazioni sono tagliate fuori o stanno sviluppando la propria alternativa”, mentre “i ponti globali, come le piattaforme dei social media che hanno collegato le popolazioni per decenni, vengono abbattuti”.

L’autore James Griffiths ha sostenuto che “tagliare internet, assicurarsi che i russi consumino solo i contenuti che il Cremlino approva” è una mossa che “ha senso strategicamente” e che è evidente che Mosca stia andando in questa direzione. Per lui, questo potrebbe realizzarsi già nelle prossime settimane.

E l’esito sarebbe un riequilibrio dell’asse del potere globale, diviso tra l’Occidente e il polo sino-russo. Ma tra Mosca e Pechino si disegna un rapporto di dipendenza della prima dalla seconda: “Poiché l’economia russa è tagliata fuori da gran parte dell’economia globale, (i russi) si stanno rivolgendo alla Cina” ha detto, e “dovranno fare affidamento sulla Cina ancor più che in passato”.

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