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Lunedì, 28 Novembre 2022
Rabbia in strada

La rivolta dei tassisti colpisce anche l'Ungheria di Orban

Il governo vuole sbarazzarsi della flat tax che consente agli autonomi di pagare un’aliquota fissa. Scoppia il malcontento per le strade di Budapest, con manifestazioni e blocchi del traffico

Rabbia e manifestazioni in strada contro l’aumento del costo della vita e per fermare una nuova legge del governo che mette a repentaglio il reddito dei tassisti. Non è successo solo in Italia, ma anche in Ungheria, dove diverse migliaia di manifestanti si sono riunite nella piazza principale di Budapest, accanto al Parlamento ungherese, per protestare contro una legge approvata martedì. La folla di tassisti si è poi spostata per le vie del centro bloccando il traffico nell’ora di punta e causando disagi all’intera capitale. Il copione si è ripetuto per più giorni durante la settimana e la protesta non accenna a spegnersi.

Il partito Fidesz, guidato dal primo ministro Viktor Orban, forte della sua larga maggioranza parlamentare, ha approvato una nuova legge che prende di mira un regime fiscale che consente alle piccole imprese e ai lavoratori autonomi di pagare un'aliquota fissa ridotta rispetto al regime ordinario, una sorta di flat tax. Secondo le stime, fino a mezzo milione di lavoratori in Ungheria utilizza questo regime fiscale, molti dei quali sono tassisti. Le sigle di rappresentanza affermano di non essere state nemmeno consultate prima che il provvedimento arrivasse in Aula. 

Ma il governo ungherese afferma che molte aziende hanno abusato del sistema privando il bilancio del Paese di un ammontare compreso tra i 250 e 300 miliardi di fiorini ungheresi, ovvero oltre 500 milioni di euro, di entrate fiscali mancanti all'anno.

Diversi media internazionali hanno ricordato che la protesta rappresenta il primo segno di malcontento popolare nell’Ungheria di Orban da quando il suo partito Fidesz si è riconfermato alla guida del Paese con una valanga di voti alle elezioni di aprile.

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Da allora l'Ungheria ha dovuto affrontare una debolezza record della sua valuta nei confronti dell'euro e del dollaro, nonché l'inflazione più alta degli ultimi 25 anni.

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