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Sabato, 25 Giugno 2022
La beffa / Ucraina

Il dramma dei rifugiati ucraini: scappati in Ue con i contanti, non possono cambiarli

La grivnia ha una convertibilità limitata a causa della guerra, e molte banche europee non sono disposte ad accettarla. Bruxelles sta lavorando ad un intervento ad hoc

Fuggiti dalla guerra nel loro Paese, molti ucraini si trovano alle prese con la realtà della vita da rifugiati, che li pone di fronte a sfide quotidiane cui probabilmente non avevano pensato. Come riporta Euronews molti profughi stanno incontrando difficoltà nel convertire i propri soldi nella valuta nazionale dello Stato Ue che li sta ospitando.

Gli aggiornamenti dalla guerra in diretta

Uno di questi è Mbogné Saah Jules Bokade, che ha raccontato come sia difficile convertire la grivnia, la moneta ucraina. ?In Belgio non riusciamo a trovare banche che la accettino. Sono stato in molte filiali e non ho trovato una soluzione?, ha dichiarato. Bokade è giunto in Belgio diverse settimane fa portando con sé 40.300 grivne, cioè circa 1.300 euro. Una cifra che, assicura, in Ucraina è sufficiente per un anno intero, poiché ?le cose sono diverse e gli stipendi sono davvero bassi?.

Il problema è che molti istituti bancari non sono disponibili ad effettuare il cambio perché la grivnia ha una convertibilità limitata proprio a causa della guerra. L?Ue sta cercando di risolvere la situazione: la Commissione ha proposto una raccomandazione che impegna gli Stati membri che ospitano i profughi a convertire le banconote di grivnia in euro o nella valuta nazionale. Il meccanismo dovrebbe prevedere il a ogni ucraino il diritto al cambio dell?equivalente di 300 euro per 3 mesi, una quantità che è già stata criticata come insufficiente.

?Questo approccio era necessario alla luce del fatto che la Banca nazionale dell?Ucraina ha dovuto sospendere il cambio di banconote di grivnia in contanti stranieri per proteggere le limitate riserve di valuta estera della nazione?, secondo l?esecutivo comunitario. Alcuni Paesi Ue come Austria, Polonia e Ungheria dispongono già di uno schema simile, che facilita la vita ai rifugiati che si sono riversati entro i loro confini dopo l'invasione da parte della Russia di Vladimir Putin.

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