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Venerdì, 3 Febbraio 2023
La riforma / Francia

Pensione a 64 anni: in Francia sinistra e destra unite contro Macron

La riforma presentata dal governo prevede anche un aumento dell'assegno minimo a 1.200 euro. Ma la maggioranza dei francesi è contraria. E i sindacati sono già sul piede di guerra

È la sifda delle sfide del secondo mandato del presidente Emmanuel Macron. E come da attese, la riforma delle pensioni presentata dal governo francese ha già fatto scattare la mobilitazione dei sindacati, unendo un fronte che va dall'estrema sinistra all'estrema destra, da Jean-Luc Mélenchon a Marine Le Pen. Tutti contro la decisione di aumentare l'età pensionabile da 62 a 64 anni, sopprimendo inoltre una serie di regimi speciali finora in vigore per gli operai dell'industria energetica, gli impiegati negli studi notarili e i dipendenti pubblici del settore dei trasporti e della Banca di Francia.

Il progetto di legge, presentato dalla premier Elisabeth Borne, prevede anche che a partire dal 2027, per chi ha cominciato a lavorare da giovanissimo, serviranno 43 anni di contributi per andare in pensione. Il testo contempla anche un aumento della pensione minima, che sarebbe rivalutata a 1.200 euro mensili. Nel complesso, il governo prevede di risparmiare circa 18 miliardi di euro da qui al 2030 grazie a questa riforma, coprendo così il buco di bilancio del settore previdenziale francese.

La proposta è stata accolta con favore dai Repubblicani, il partito di centrodestra. Il loro sostegno è fondamentale vista la situazione del parlamento francese, dove la coalizione che sostiene Macron ha appena 250 seggi su 577, troppo pochi per far passare la riforma. Di contro, il presidente transalpino dovrà fare i conti con l'opposizione dei partiti di sinistra (la coalizione Nupes) e il Rassemblemen national, il partito di destra di Le Pen. La battaglia sarà anche (se non soprattutto) fuori dall'aula parlamentare: i sindacati hanno già indetto per il 19 gennaio una mobilitazione nazionale, che sarà seguita da altre manifestazione e scioperi. Saranno particolarmente toccati alcuni settori cruciali, in primo luogo i trasporti e l'energia, ma anche nelle scuole e nella sanità si annuncia un inverno caldo. 

Del resto, i sondaggi confermano che la proposta di Macron non piace alla stragrande maggioranza dei francesi: quelli meno catastrofici per il governo attestano che il 60% degli intervistati è contro la riforma, e che il 46% è pronto a mobilitarsi per fermare la legge. Per il noto e influente economista Thomas Piketty, la riforma colpirà le fasce più povere della popolazione: "Il suo obiettivo è risparmiare 20 miliardi di euro (ora scesi a 18, ndr) - scriveva qualche giorno fa su Le Monde - In Francia, le 500 maggiori fortune sono aumentate in dieci anni da 200 miliardi a 1.000 miliardi. Basterebbe tassare al 50% questo eccezionale arricchimento per incassare 400 miliardi".  

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