Riciclaggio e terrorismo, la Tunisia nella blacklist Ue. E l'Italia trema

Bruxelles e Strasburgo hanno deciso all'unisono di “punire” il governo tunisino. Su 28mila nuove imprese nel paese, ben 22mila non hanno alcun impiegato. Ma la decisione potrebbe avere effetti negativi sul tentativo del ministro Minniti ci cercare la collaborazione di Tunisi per fermare i flussi di migranti

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Su richiesta della Commissione Ue e dopo il voto del Parlamento europeo, la Tunisia è stata inserita nell'elenco dei paesi a rischio riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, accanto a Iraq, Siria, Yemen e Afghanistan. Un provvedimento che rappresenta un altro duro colpo per il paese del Maghreb, alle prese con una difficile transizione politica e un contesto socio-economico critico. E che potrebbe avere effetti negativi sul tentativo dell'Italia ci cercare la collaborazione di Tunisi per fermare i flussi di migranti. 

La difficile situazione in Tunisia

“Rischia di avere gravi conseguenze sull'economia nazionale oltre ad intaccare la reputazione internazionale della Tunisia, in particolare nel settore imprenditoriale e finanziario”, ha commentato a Jeune Afrique l'ex ministro Hakim Ben Hammouda. Intanto, poche ore dopo il voto, il governatore della Banca centrale di Tunisia, Chedly Ayari, è stato destituito dal primo ministro Youssef Chahed. L'incarico dovrebbe essere affidato a Marouane Abassi, dirigente della Banca mondiale. Lo scorso 5 dicembre la Tunisia era stata inserita dall'Unione europea in un'altra black list, quella dei paradisi fiscali, ma ne era uscita grazie all'intervento di alcuni paesi “amici”, tra cui la Francia.

Poca trasparenza e bilancio a rischio

Nel contempo l'Ue ha aperto un'altra procedura nei confronti della Tunisia, sul dispositivo LBA/FT (Lotta al riciclaggio/ Finanziamento del terrorismo), sulla scia di dati Ocse che evidenziavano "gravi malfunzionamenti" in questi ambiti e indicavano il paese come "ad alto rischio e poco cooperativo". A destare sospetto ad esempio il fatto che su 28mila imprese straniere stabilite in Tunisia, 22mila non hanno alcun impiegato. Il provvedimento europeo rischia di avere ripercussioni negative sulla ricerca di 850 milioni di euro da parte del governo tunisino, fondi necessari per chiudere il bilancio pubblico e realizzare importanti progetti socio-economici. 

Nel 2017 il Fondo monetario internazionale e altri partner non avevano sostenuto le autorità tunisine e la domanda di nuovi prestiti rischia di non essere accolta positivamente. Anche l'agenzia di rating Moody's valuta negativamente la Tunisia per il 2018. "Questi segnali di allerta non devono essere mal interpretati, ma stiamo cercando di incoraggiare la Tunisia a operare una ridistribuzione più equa delle ricchezze", hanno precisato membri della delegazione dell'Unione europea a Tunisi. 

La rappresentante degli italiani in Tunisia: “Ingiusto”

L'inserimento della Tunisia nella lista dell'Unione europea dei paesi terzi ritenuti ad "alto rischio" di riciclaggio denaro e di finanziamento al terrorismo è una decisione "gravissima, ingiusta e affrettata". Ha detto all'agenzia “Nova” Imen Ben Mohamed, deputata del partito democratico musulmano Ennahda eletta dai tunisini che vivono in Italia.

Le paure di Minniti

Le tensioni tra Ue e Tunisia rischiano di provocare non pochi problemi all'Italia sul fronte migranti. Il ministro degli Interni Marco Minniti, infatti, ha cercato negli ultimi mesi di rafforzare la cooperazione con Tunisi per fermare i flussi dei migranti in partenza dal paese. Dopo gli accordi con la Libia, infatti, il campo d'azione dei trafficanti si è spostato in Tunisia, vanificando in parte il patto con Tripoli. 

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