menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La ricostruzione della cattedrala di Norcia, finanziata con fondi Ue ©European Union, 2017/Source: EC - Audiovisual Service/Photo: Marco Zeppetella

La ricostruzione della cattedrala di Norcia, finanziata con fondi Ue ©European Union, 2017/Source: EC - Audiovisual Service/Photo: Marco Zeppetella

Ricerca, trasporti e sviluppo della Sicilia: l'Italia perde 160 milioni di fondi Ue

I dati definitivi di Bruxelles relativi alla programmazione 2007-2013. Ma anche sul nuovo Fesr, il paese fa fatica a spendere le risorse a disposizione

Il grosso lo ha perso una sola regione, la Sicilia. Ma colpiscono anche le somme cospicue andate in fumo in due settori strategici per il paese, ossia la ricerca e i trasporti. In totale, l'Italia non è riuscita a spendere ben 160 milioni di euro del programma del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) dell'Ue per il periodo 2007-2013. 
Stando ai dati definitivi della Commissione europea, snocciolati in vista della Settimana delle regioni e delle città che si apre oggi a Bruxelles, il nostro paese ha speso 34,4 miliardi di fondi Ue, divisi in 28 sottoprogrammi. 

Le maglie nere

Di questi, quello che ha perso di più è stato il Programma operativo regionale della Sicilia: ben  117 milioni di euro non impegnati contro una spesa di 4,2 miliardi. Male anche il programma “Ricerca e competitività”, che non è riuscito a investire 23,9 milioni di euro, e quello per “Reti e mobilità” (17,68 milioni). 
A perdere quote più contenute rispetto alle risorse a disposizione sono stati anche il Por della Provincia autonoma di Trento (oltre 937mila euro su 62,47 milioni) e il Por Molise (41.499 euro su 141,5 milioni).

La nuova programmazione

Chiusa la partita della programmazione 2007-2013, l'Italia deve ora cercare di non ripetere gli stessi errori. Peccato che le premesse non siano delle migliori. A tre anni dall'avvio del nuovo Fesr 2014-2020, il nostro paese è riuscito a spendere appena il 2% dei progetti presentati, contro una media Ue del 5%. A pesare anche i ritardi ammininistrativi nella designazione delle autorità di gestione, ossia gli enti che si occupano dei singoli sottoprogrammi. Manca ancora l'autorità di gestione della Val d'Aosta, ma manca soprattutto quella per il Por Ricerca.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

EuropaToday è in caricamento