Boschi in fiamme, arriva la flotta europea di soccorso per aiutare gli Stati membri

L’Italia aderisce all’iniziativa di Bruxelles mettendo a disposizione due velivoli antincendio. Prende forma la Protezione civile europea con un budget di 200 milioni di euro

Gli addetti ai lavori la chiamano RescEU, un gioco di da parole tra il verbo inglese “to rescue” (salvare), e l’acronimo anglosassone dell’Unione europea. Il meccanismo di prevenzione e gestione di incendi boschivi ed eventi catastrofici permetterà di rinforzare il già esistente Emergency response coordination centre (Centro di coordinamento nella risposta alle emergenze), mettendo assieme autorità ed esperti di tutti gli Stati membri. Il sistema RescEU sarà dotato anche di una vera e propria flotta fatta di sette aerei antincendio, due dei quali sono stati messi a disposizione dallo Stato italiano, e sei elicotteri. 

Il commissario europeo per gli aiuti umanitari e gestione delle crisi, il cipriota Christos Stylianidis, confessa ai giornalisti: “Quest’estate sarò molto orgoglioso di vedere la nostra flotta forestale europea antincendio diventare realtà”. “Vorrei ringraziare ogni Stato partecipante - ha aggiunto - che ha contribuito, preparandoci nel miglior modo possibile per la stagione degli incendi di quest’anno”. 

“Finora abbiamo avuto a disposizione un budget molto modesto, di soli 55 milioni di euro per l’intero meccanismo di Protezione civile europea”, sottolinea Stylianidis. Nonostante il consistente aumento di spesa per le operazioni di contrasto agli incendi, “fino a 200 milioni di euro per il biennio 2019-20”, il commissario ammette: “Paragonati ad altri sistemi di soccorso, come quello statunitense, rimane un budget molto basso, perché i nostri Stati membri hanno già ottime capacità e risorse”. In altre parole, l’Europa è già dotata di mezzi e personale per fronteggiare gli incendi boschivi in maniera efficace. Ma, spesso e volentieri, vigili del fuoco di diversi Paesi non riescono a “fare squadra”. 

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“Il nostro obiettivo più importante è proprio quello di migliorare nell’ambito del coordinamento”, spiega il commissario cipriota. “E questo sarà il compito del nostro Centro d’emergenza di Bruxelles e di collaborazione con i Paesi membri”, conclude Stylianidis. 

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