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Giovedì, 13 Giugno 2024
Attualità Portogallo

Via libera all'eutanasia nel Paese più cattolico d'Europa

Dopo numerosi rinvii, il presidente conservatore si è detto "obbligato" a firmare la legge. Sarà necessario un supporto psicologico e due mesi di intervallo prima di procedere

Il Portogallo depenalizza l'eutanasia, diventando il sesto Paese d'Europa a consentire la procedura. Una scelta che il presidente conservatore Marcelo Rebelo de Sousa è stato "costretto" ad adottare grazie all'operato dei parlamentari della maggioranza di sinistra guidati dal primo ministro Antonio Costa. A spingere gli eletti di Lisbona in questa direzione sono stati i sondaggi che indicano con chiarezza come la maggioranza dei portoghesi sia a favore del diritto di scegliere la morte medicalmente assistita anziché insopportabili sofferenze.

Il presidente ha firmato un disegno di legge che depenalizza l'eutanasia, trasformandola in normativa vigente nel Paese a maggioranza cattolica, dopo essersi reso protagonista di numerosi rinvii. Nei giorni scorsi il parlamento portoghese aveva ribaltato l'ultimo dei suoi quattro veti. L'ufficio di Rebelo de Sousa ha affermato in una dichiarazione che il presidente ha promulgato la legislazione "poiché è obbligato" a farlo ai sensi della costituzione.

In base alla nuova legge le persone sarebbero autorizzate a chiedere assistenza in morte nei casi in cui si trovino "in una situazione di intensa sofferenza, con lesione definitiva di estrema gravità o malattia grave e incurabile". La normativa stabilisce inoltre un intervallo di due mesi tra l'accettazione di una richiesta e l'effettiva procedura, rendendo obbligatorio il supporto psicologico.

Nel gennaio 2021 una precedente legislatura aveva approvato il primo disegno di legge che avrebbe legalizzato la morte medicalmente assistita a determinate condizioni, ma Rebelo de Sousa aveva posto il veto a causa di "concetti eccessivamente indefiniti". Il parlamento ha continuato ad approvare versioni leggermente modificate, ma il presidente le rimandava alla Camera o alla Corte costituzionale, parlando di dubbi sulla formulazione. Secondo i critici si trattava di semplici tentativi di ritardarne l'introduzione.

Il 12 maggio il parlamento, composto da 250 seggi, ha votato per approvare senza modifiche il disegno di legge, ribaltando di fatto il veto del presidente. Secondo quanto riferisce l'agenzia Reuters, il Partito socialdemocratico, cui aderisce Rebelo de Sousa e che rappresenta il centrodestra, sostiene che presenterà ricorso contro la legge presso la Corte costituzionale. Dopo il lungo dominio fascista che ha caratterizzato la vita del Paese, la rivoluzione dei garofani del 1974 ha posto fine alla dittatura di António Salazar. Solo negli ultimi venti anni circa il Portogallo ha attuato importanti riforme liberali. Nel 2001 ha depenalizzato l'uso di droghe, nel 2007 ha legalizzato l'aborto, mentre nel 2010 ha consentito il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

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