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Domenica, 28 Novembre 2021
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Il Parlamento chiede garanzie sui vaccini anche per i Paesi poveri: serve immunità globale

Secondo gli eurodeputati la pandemia potrà essere sconfitta solamente attraverso l’impegno comune, senza lasciare nessuno indietro. Molti dubbi sulla capacità di produzione delle dosi

L'Europa e gli Stati ricchi del mondo non devono dimenticare quelli poveri e devono assicurare che anche loro abbiano dosi di vaccino sufficienti se vogliamo che la pandemia di coronavirus finisca. Lo hanno chiesto con forza gli eurodeputati alla commissaria Jutta Urpilainen intervenuta in un dibattito in commissione Sviluppo dell'Aula.

Aiutare i Paesi poveri

“Questa pandemia potrà essere sconfitta solamente attraverso l’impegno comune, senza lasciare nessuno indietro. Non conosciamo ancora l’entità dell’impatto che avrà sui Paesi in via di sviluppo, ma possiamo dire con certezza che rischiano di perdere dieci anni di progresso se non si interviene”, ha dichiarato Tomas Tobé, il presidente della commissione durante il dibattito. “Se vogliamo combattere efficacemente questo virus, il vaccino deve essere disponibile per tutti. Dunque, chiediamo all'Unione europea di intraprendere una cooperazione globale rafforzata e di sottolineare il ruolo dell'immunizzazione diffusa contro il Covid-19 come un bene globale per la salute pubblica”, ha aggiunto il popolare svedese.

L'impegno della Commissione

Urpilainen ha assicurato che la Commissione fin dall’inizio della pandemia ha sempre sostenuto la tesi secondo cui “nessuno sarà al sicuro finché non lo saremo tutti”. Ha inoltre ribadito gli impegni presi dall’Ue nei confronti dei Paesi in via di sviluppo attraverso la campagna di assistenza Covax, a cui l’Unione ha contribuito con 850 milioni di euro. La commissaria ha dichiarato che “la distribuzione globale dei vaccini è la strategia giusta da seguire, dunque ci impegneremo affinché tutti possano averli”. Urpilainen ha rimarcato la presenza dell’Ue in prima linea per la risposta comune globale alla pandemia e ha aggiunto che gli obiettivi necessari da raggiungere nel breve termine sono: garantire ai paesi partner i vaccini, assistenza tecnica e partecipazione attiva delle delegazioni comunitarie. Il commissario ha annunciato che Covax coprirà 92 Paesi a reddito basso e che sarà operativo da subito, “inizieremo con 18 paesi, ma siamo fiduciosi che entro la prima metà dell’anno tutti e 92 riceveranno le dosi necessarie”.

I dubbi sulle dosi

“Basteranno le dosi per mantenere gli impegni assunti nell’iniziativa? Rischiamo di avere dosi insufficienti anche per l’Europa, dobbiamo fare attenzione agli strumenti che mettiamo in campo”, ha chiesto Patrizia Toia del Pd, intervenendo al dibattito. Urpilainen ha risposto di essere consapevole della penuria di vaccini a livello globale, ma ha aggiunto “dobbiamo fare del nostro meglio per aumentare la quantità di dosi disponibili potenziando le capacità di produzione anche dei nostri Paesi partner”.

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