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Giovedì, 26 Maggio 2022
Covid

Oms: "Ridurre la quarantena è un compromesso tra salute ed economia"

L'Organizzazione mondiale per la sanità avverte: "Non fare grandi cambi di strategia in questo momento per Omicron, abbiamo solo dati preliminari"

Ridurre il periodo di quarantena e isolamento, come stanno facendo gli Stati Uniti e la Spagna (e in parte anche l'Italia), non è "consigliabile" da un punto di vista scientifico, ma è un compromesso tra salute ed economia. Lo ha detto Michael Ryan, direttore esecutivo del Programma per le emergenza sanitarie dell'Oms.

"Se le persone accorciano il periodo di quarantena - ha detto Ryan - ci sarà inevitabilmente un quota di persone che svilupperanno la malattia, potranno andare in giro e potenzialmente trasmettere il virus. Sarà un numero relativamente piccolo, ma ci saranno anche persone che non trasmettono il virus e che verranno liberate dalla quarantena. Quindi si stratta di un compromesso tra la scienza e l'essere assolutamente perfetti in ciò che si cerca di fare (..) per la propria economia e società. I governi stanno lottando per trovare quell'equilibrio", ha aggiunto. Le linee guida dell'Oms prevedono, per i pazienti sintomatici, 10 giorni di quarantena dopo l'insorgenza dei sintomi, più almeno tre giorni aggiuntivi senza sintomi; e per i casi asintomatici, 10 giorni dopo un test positivo.

"La cosa più importante in questo momento è che dobbiamo essere attenti nel cambiare tattiche e strategie immediatamente sulla base di dati iniziali di Omicron", ha spiegato Ryan. "Anche con le precedenti varianti, la maggior parte delle persone incubava e poi mostrava i sintomi, o risultava positivo, più o meno nei primi sei giorni e le possibilità che potesse essere positivo o che trasmettesse il virus dopo erano basse - ha spiegato - ma allora spetta ai governi di prendere una decisione su quando permettere alle persone di uscire dalla quarantena con un test aggiuntivo".

Ryan ha poi esortato alla cautela riguardo alla possibilità di prendere decisioni sulla base di dati e studi ancora preliminari su Omicron, che indicherebbero una minore gravità ed una maggiore contagiosità: "Dobbiamo aspettare e vedere, io credo che a questo punto sia consigliabile non avere enormi cambiamenti, movimenti nel ridurre le misure di controllo del Covid sulla base di studi iniziali e preliminari", ha concluso.

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