I governi Ue temono il nuovo lockdown: "Subito un piano di emergenza per garantire i trasporti"

Dopo mesi di attesa, i Paesi membri chiedono adesso alla Commissione di fare in fretta per coordinare misure volte a garantire export e approvviggionamenti di beni essenziali nel mercato unico europeo. Ma anche i viaggi

Per mesi, hanno discusso le proposte della Commissione europea senza però giungere a un vero e proprio coordinamento guidato da Bruxelles (e anzi, calpestandosi i piedi a vicenda come successo per esempio con i cosiddetti corridoi turistici). Ma adesso che la seconda ondata della pandemia di Covid-19 sta deflagrando ovunque nel Vecchio Continente, i governi dell'Unione europea chiedono a Bruxelles di fare in fretta: serve subito un piano di emergenza per pandemia e altre gravi crisi per il settore europeo del trasporto merci. 

La preoccupazione espressa dagli ambasciatori degli Stati riuniti al Consiglio Ue è che si ripeta quanto successo con la prima ondata, quando la babele di misure varate dai singoli governi e la chiusura delle frontiere senza coordinamento con gli altri Paesi rischiarono di bloccare il mercato unico. All'epoca, fu proprio la Commissione a intervenire istituendo delle corsie verdi, prima per i trasporti (evitando dunque pericolose carenze nei rifornimenti di alimenti e di altri beni di prima necessità) e poi per i lavoratori (in particolare gli stagionali utilizzati nella raccolta di frutta e verdura). L'intervento permise di ridurre i danni e adesso i governi Ue vorrebbero che il coordinamento avvenisse prima di eventuali lockdown generalizzati. 

Le richieste dei governi

Il piano di emergenza che chiedono gli Stati membri "dovrebbe coprire almeno i seguenti aspetti: mantenimento delle operazioni di trasporto transfrontaliero di merci lungo i corridoi della rete transeuropea di trasporto (TEN-T) e altri collegamenti transfrontalieri essenziali, nonché i relativi servizi accessori a sostegno del funzionamento di tale rete; garantire la libera circolazione dei lavoratori dei trasporti salvaguardando la protezione della loro salute e sicurezza;
preparare linee guida e strumenti di best practice per rafforzare la resilienza del settore; istituire un quadro normativo coerente per quanto riguarda le esenzioni da applicare in caso di pandemie e altre gravi situazioni di crisi".

Non solo merci

In tema di esenzioni, i ministri fanno esplicito riferimento a quelle sugli aiuti di Stato al settore del trasporto merci. Ma i governi "incoraggiano" la Commissione "ad estendere, se del caso, in tutto o in parte, il piano di emergenza al trasporto di passeggeri e al trasporto in generale". 

Proprio per quanto riguarda i viaggi, Bruxelles ha fatto sapere di essere al lavoro per "l'acquisto di test rapidi" da utilizzare negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie, e per elaborare dei moduli comuni per i passeggeri (Passenger locator forms), che consentirebbero di viaggiare compilando un modulo unico per tutta l'Ue, magari on line, senza dover compilare moduli cartacei. 

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