Mercoledì, 29 Settembre 2021
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Duemila morti per gli effetti collaterali del farmaco "anti-fame", condannata la casa farmaceutica

Il Mediator è stato ritirato dal mercato in Francia solo nel 2009, oltre sei anni dopo che in Italia. Per i giudici il laboratorio farmaceutico "era a conoscenza dei rischi" ma li ha nascosti

A causa degli effetti collaterali nel corso degli anni sono morte probabilmente dalle 1.500 alle 2.100 persone, ora dopo un processo durato quasi due anni il laboratorio farmaceutico francese Servier è stato condannato per "omicidio plurimo colposo" e "frode aggravata" nello scandalo del suo farmaco per il diabete, ma usato come rimedio antifame, Mediator.

La sentenza

"Nonostante fossero a conoscenza dei rischi da molti anni non hanno mai preso i provvedimenti necessari, ed hanno in conseguenza ingannato" i cittadini, ha stabilito la presidente del tribunale, Sylvie Daunis, nel comminare un'ammenda di 2,7 milioni di euro al laboratorio che non è stato invece riconosciuto colpevole di truffa. Alle parti civili, secondo i primi calcoli, dovranno essere versati indezzini pari a un totale di 180 milioni di euro. Il magistrato ha sottolineato "l'estrema gravità" dell'inganno ritenuto di "portata considerevole e senza precedenti" e di cui "migliaia di pazienti sono stati vittime". Queste azioni "hanno spezzato la catena della fiducia" che va dal produttore del farmaco al paziente e "hanno indebolito la fiducia nel sistema sanitario", ha dichiarato la presidente della Corte.

Le altre condanne

Commercializzato in Francia nel 1976 come farmaco coadiuvante nella cura del diabete, ma usato ovunque come antifame, il Mediator è stato prescritto a circa 5 milioni di persone durante i 33 anni in cui è rimasto in commercio, fino al suo ritiro nel novembre 2009. Jean-Philippe Seta, ex numero 2 del gruppo ed ex braccio destro del potentissimo Jacques Servier, morto nel 2014, è stato condannato a 4 anni di carcere con la condizionale. Condanna a 303mila euro per "omicidi colposi provocati da negligenza" anche per l'Agenzia nazionale per la sicurezza del farmaco (Ansm), ritenuta responsabile di aver tardato a sospendere la commercializzazione del medicinale.

Il farmaco

Il Mediator, conosciuto in Italia (dove è stato ritirato nel 2003) come Mediaxal, è stato prescritto dal 1976 ad almeno 3 milioni di francesi, ed era ancora usato da 300 mila di loro nel 2009 quando fu ritirato dal mercato con ampio ritardo rispetto alle altre nazioni. A far emergere lo scandalo, oltre dieci anni fa, un'inchiesta giornalistica che riportava numeri scioccanti delle vittime degli effetti collaterali, e le denunce di Irène Frachon, specialista in polmoni di un ospedale della Bretagna. Il medico due anni prima del ritiro del farmaco nel Paese, in seguito a un'analisi delle cartelle cliniche dei pazienti, aveva ipotizzato un legame tra il medicinale e gravi danni cardiaci e polmonari. Difficile indicare le vittime ancora in vita, ma l'ufficio nazionale per gli indennizzi da errore medico ha ricevuto 9.445 richieste di indennizzo dopo il 2011. Il ministero della Salute francese ha stimato che il Mediator abbia causato danni alle valvole cardiache uccidendo almeno 500 persone, ma altri studi suggeriscono che il bilancio delle vittime potrebbe essere più vicino alle duemila mentre altre migliaia di persone sono state lasciate con debilitanti problemi cardiovascolari.

Problemi nascosti

Nell'atto d'accusa dei magistrati francesi di 677 pagine, Servier viene accusata di aver "consapevolmente nascosto le vere caratteristiche del farmaco" dagli anni Settanta e nascosto studi medici sfavorevoli al prodotto, perpetrando una frode a lungo termine. Il caso giudiziario ha coinvolto 21 imputati e più di 6.500 querelanti.

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