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Domenica, 23 Giugno 2024
Nuove tensioni / Moldavia

Dopo un anno di guerra, anche la Moldavia rischia il caos: la premier filo-Ue si dimette

Il Paese vicino all'Ucraina è alle prese con lo stop del gas russo, che ha fatto esplodere l'inflazione al 27%, e all'influenza di Mosca. Oggi due missili russi nei cieli moldavi

A quasi un anno dall'inizio della guerra in Ucraina un altro Paese dell'Europa dell'Est rischia di sprofondare nel caos, tra interferenze russe e inflazione alle stelle. In Moldavia, dopo le dimissioni della ex premier filo-occidentale, Natalia Gavrilita, è stato incaricato per guidare il governo di Chisinau il 48enne Dorin Recean. Il neopremier, professore di Economia, è stato membro della task force sulla liberalizzazione dei visti con l'Ue. È considerato un personaggio in continuità con la premier dimissionaria, vicino all'Occidente e con il sogno di far entrare le Moldavia nell'Unione europea. Ma non è detto che il Paese sia dalla sua parte. 

Stop al gas e prezzi alle stelle

La Russia, che dispone di suoi soldati nella regione separatista della Moldavia, la Transnistria, vuole infatti evitare a tutti i costi che un'altra ex repubblica sovietica si avvicini all'Ue. Oltre alle palesi influenze di Mosca, dimostrate oggi stesso dal passaggio di due missili russi nello spazio aereo moldavo, il Paese si trova a fare i conti con un forte aumento dell'inflazione, che a gennaio ha toccato quota 27,3%, e all'arrivo massiccio di rifugiati dall'Ucraina, che condivide un lungo confine terrestre con la Moldavia. Chisinau ha anche subito interruzioni dell'elettricità dopo gli attacchi russi alle strutture energetiche ucraine e sta provando a liberarsi dalla difficile dipendenza dal gas dalla Russia, che negli ultimi mesi ha garantito l'approvvigionamento alla sola regione filorussa della Transnistria. 

"Missili russi sulla Romania e Moldavia"

I forti aumenti dei prezzi hanno scatenato le proteste di piazza contro l'ex premier e la presidente Maia Sandu. Le manifestazioni principali sono state organizzate dal partito di opposizione guidato da Ilan Shor, un oligarca filorusso sanzionato dagli Stati Uniti per la sua vicinanza al Cremlino.

Lo scontro con Mosca

Un quadro di difficoltà che oggi ha convinto l'ex premier Gavrilita, capo del governo da un anno e mezzo, a gettare la spugna. Solo pochi giorni fa l'ex premier aveva chiesto alla Russia di non intromettersi negli affari interni al suo Paese. "Le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Lavrov" che aveva paragonato la Moldavia all'Ucraina "sono preoccupanti e non tengono conto della sovranità e dell'indipendenza della nostra Repubblica che, come tutti gli altri Paesi, dovrebbe decidere per conto proprio sul suo destino", aveva dichiarato Gavrilita martedì scorso in una conferenza stampa a Bruxelles. Pochi giorni prima il capo della diplomazia russa aveva sostenuto che l'Occidente voleva rendere la Moldavia "la nuova Ucraina" spingendola verso la Nato. "I cittadini moldavi - aveva aggiunto l'ex premier - vogliono seguire la strada europea e l'opinione dei cittadini moldavi va rispettata".

L'avvertimento di Zelensky

Nei giorni successivi la Moldavia era stata avvertita da Kiev su un piano dei servizi russi per rovesciare il governo del Paese. "Abbiamo intercettato i piani della Russia per distruggere la Moldavia, per spezzare via la sua democrazia e stabilire il controllo sul Paese", ha detto ieri Volodymyr Zelensky nel suo discorso al Consiglio europeo. "Non sappiamo se Mosca abbia dato l'ok ad eseguire quel piano, che è molto simile a quello messo in campo per l'Ucraina", ha aggiunto il leader di Kiev. Nelle ore successive due missili russi hanno sorvolato il suolo moldavo. 

"Ordine e pace"

Il compito di risollevare le sorti del Paese spetta ora al neopremier Recean. "Il nuovo governo avrà tre priorità: ordine e disciplina, una nuova vita ed economia, pace e stabilità", ha promesso in conferenza stampa.

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