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Sabato, 2 Marzo 2024
La polemica

Macron propone di offrire "garanzie di sicurezza" alla Russia e fa arrabbiare Kiev

Il presidente francese apre alle richieste di Mosca sul posizionamento della Nato nell'Est Europa. Ma l'Ucraina non ci sta: "Niente concessioni a Stato terrorista"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha provocato dure reazioni di disappunto da parte dell'Ucraina per aver proposto di offrire garanzie alla Russia se accetterà di sedersi al tavolo dei negoziati. L'apertura di una trattativa per concludere la guerra, ha detto Macron in un'intervista all'emittente televisiva francese TF1, va preparata pensando "a come dare garanzie alla Russia nel giorno in cui tornerà al tavolo dei negoziati".

"Ciò significa che uno dei punti essenziali che dobbiamo affrontare, come ha sempre affermato il presidente Putin, è il timore che la Nato si avvicini alle sue porte e il dispiegamento di armi che potrebbero minacciare la Russia", ha aggiunto il capo dell'Eliseo. Ma le sue parole hanno infiammato i toni a Kiev, con fonti del governo ucraino che hanno bocciato in toto la proposta di Macron di andare incontro alle richieste di Mosca.

Oleksiy Danilov, segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell'Ucraina, ha risposto a muso duro alle parole di Macron affermando che solo una Russia "denunclearizzata e smilitarizzata" potrebbe garantire la pace non solo in Ucraina, ma anche nel resto del mondo. "Qualcuno vuole fornire garanzie di sicurezza a uno Stato terrorista e assassino?", ha scritto Danilov su Twitter.

Una reazione in linea con quella arrivata da Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha affermato che è il mondo intero ad avere bisogno di garanzie di sicurezza dalla Russia e non il contrario. "Il mondo civilizzato ha bisogno di 'garanzie di sicurezza' dalle barbare intenzioni della Russia post-Putin", è stato l'avvertimento di Podolyak.

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L'ira di Kiev per le parole di Macron è evidente anche dalla reazione di David Arakhamia, parlamentare del partito di Zelensky e membro della squadra negoziale dell'Ucraina con la Russia. Affinché si possano aprire i negoziati di pace, ha dichiarato Arakhamia su Telegram, è necessario che la Russia "lasci il territorio del nostro Paese, paghi le riparazioni, punisca tutti i criminali di guerra e consegni volontariamente le armi nucleari". "Dopodiché, saremo pronti a sederci al tavolo dei negoziati e parlare di garanzie di sicurezza", ha aggiunto l'esponente della maggioranza parlamentare ucraina.

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