"M5s alleato della destra estrema e xenofoba". L'accusa del Pd al Parlamento europeo

I dem contestano il passaggio degli ex esponenti del Front national all'Efdd, il gruppo di cui fanno parte i pentastellati a Strasburgo. La replica: "Non prendiamo lezioni di coerenza"

L'x braccio destro di Le Pen, l'eudoeputato Philippot © European Union 2017 - Source : EP

Hanno abbandonato il Front national in polemica con le posizioni, a loro dire sempre più moderate, della leader del partito, Marine Le Pen. Lo hanno fatto anche al Parlamento europeo, dove pero', restare senza un gruppo di riferimento vuol dire meno soldi e meno visibilità politica. Ed ecco cosi' che l'ex vicepresidente di Fn Florian Philippot e i due colleghi dell'estrema destra francese “Les Patriotes”, Sophie Montel e Mireille D'Ornano, hanno dovuto cercarsi una nuova casa a Strasburgo. Ad accoglierli è stato l'Efdd, il gruppo guidato dal leader dell'Ukip, nonché uno dei massimi promotori della Brexit, Nigel Farage. E al cui interno, seconda forza per numero, si trova anche la pattuglia degli eurodeputati del Movimento 5 Stelle. “Questo trasforma il gruppo di Farage in un gruppo ultranazionalista, estremista ed ulteriormente antieuropeo”, hanno dichiarato in una nota gli europarlamentari del Pd. Ma il vero attacco è contro i 5 Stelle: “Per i parlamentari M5S non ci sono più giustificazioni: in Europa siedono e votano con la peggiore destra xenofoba e razzista”.

La replica dei 5 Stelle

Accuse cui replica stizzita le delegazione europea del movimento di Beppe Grillo: “Argomentazioni fragili. Da chi frequenta da diversi decenni il Parlamento europeo ci aspettiamo maggiore conoscenza delle dinamiche che regolano la creazione e la gestione dei gruppi politici di Strasburgo, ben diverse dai gruppi delle forze politiche di Camera e Senato. Non prendiamo lezioni di coerenza dal Partito democratico i cui deputati europei sono noti per annunciare, in Italia, di difendere gli interessi dei cittadini e poi, a Strasburgo, per fare esattamente il contrario”, concludono”. La questione è sempre quella: senza un gruppo di riferimento al Parlamento europeo, ci sono meno spazi di azione per far valere le proprie posizioni. E, dato molto caro in determinati ambienti di Strasburgo, ci sono meno fondi a disposizione per i deputati rimasti “senza casa”.

L'alleanza Grillo-Farage 

Non è pero' questa la ragione che ha spinto il M5s ad allearsi all'Ukip di Farage e ad accettare, loro malgrado, l'ingresso dell'ultradestra transalpina: “È patetico il tentativo di far passare un gruppo al Parlamento europeo come un insieme di forze con le stesse identiche posizioni su ogni singola votazione – dichiarano in una nota i deputati pentastellati - Riguardo all’ingresso di Mireille D'Ornano, Sophie Montel, Florian Philippot in Efdd, la delegazione italiana ha espresso parere negativo con una votazione contraria negli appositi organi interni del gruppo. In generale – si legge ancora nella nota - i deputati del Pd dovrebbero sapere che, come i mesi passati hanno ampiamente dimostrato, la delegazione italiana M5s ha mostrato massima disponibilità nel dialogo con altri soggetti per quanto riguarda la propria collocazione nell’emiciclo di Strasburgo".  
Parole che non convincono i deputati dem: “Ci dica subito Luigi Di Maio se i 5stelle intendono candidarsi al governo del paese prendendo ordini in Europa da Farage e dai neofascisti francesi di Les Patriotes“.

Il caso Alde

A dire il vero, il M5s aveva provato a staccarsi dagli euroscettici del gruppo di Farage, cercando di stringere un'alleanza con gli ultraeuropeisti dell'Alde. Una votazione molto contestata tra gli iscritti, aveva sancito il passaggio alla forza che in Europa è il punto di riferimento di politici come l'ex premier Mario Monti e l'ex ministro Di Pietro. Ma il matrimonio salto' all'ultimo per l'opposizione di un pezzo dell'Alde.  Grillo si scuso' con Farage, la pattuglia europea dei 5 Stelle perse due deputati (uno ando' con la Lega Nord, l'altro con i Verdi). 
 

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