Londra vuole accelerare sulla Brexit, pronta ad assumere 8mila persone per preparare il divorzio

Anche Bruxelles è determinata a superare l'impasse che sta rallentando le trattative, il negoziatore Barnier “nelle prossime ore o giorni” saranno fissate le date dei prossimi round negoziali

Dopo lo stallo registrato nelle ultime settimane sia Bruxelles che Londra sono determinate a dare una svolta nei negoziati per la Brexit, allo scopo di provare a passare già a dicembre alla fase due, quella in cui si possa discutere, oltre al divorzio, anche della futura relazione. Il negoziatore dell'Unione europea, il popolare francese Michel Barnier, ha affermato che l'ordine del giorno e le date per il prossimo round di colloqui saranno fissate "nelle prossime ore o giorni".

Da parte sua Londra, attraverso il portavoce della premier Theresa May, ha fatto sapere che oltre la Manica i preparativi del Regno Unito per lasciare l'Ue “stanno accelerando notevolmente”. Il governo britannico ha annunciato che 8mila persone saranno assunte entro la fine dell'anno proprio allo scopo di preparare e implementare l'uscita dall'Unione europea con o senza un accordo. Il ministro per la Brexit, David Davis, ha detto ai colleghi ad una riunione "il lavoro preparatorio ha avuto una accelerazione significativa negli ultimi mesi", secondo quanto affermato dal portavoce di May e riportato dalla France presse. I vari dipartimenti stanno elaborando "progetti dettagliati" per circa 300 aree politiche, ciascuno dei quali "prepara il Paese ad adattarsi ai risultati dei negoziati ma anche ad uno scenario senza accordo", ha spiegato il portavoce. "I progetti elaborati riguardano ad esempio il reclutamento e l'addestramento di nuovo staff, la messa a punto di nuovi software e i necessari cambiamenti legislativi", ha aggiunto.

Il solo dipartimento delle imposte dovrebbe assumere dai 3mila ai 5mila funzionari extra per gestire la situazione dopo che Londra avrà lasciato il mercato unico e l'unione doganale. "Questi progetti evolvono costantemente al fine di assicurare il maggior grado di preparazione possibile per la Brexit", ha assicurato il portavoce e il governo ha già annunciato di aver stanziato 662 milioni di sterline (753 milioni di euro) per preparare il divorzio.

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I soldi della Bei

Non ci sarà molto da accelerare invece sui tempi per riottenere i fondi concessi alla Banca europea per gli investimenti. Ci sono circa 3 miliardi di sterline (circa 3,5 miliardi di euro) che l’Ue dovrà restituire a Londra, ma questo non avverrà prima di 37 anni. Lo ha spiegato molto chiaramente il vicepresidente della Bei, Alexander Stubb, precisando che “non è una punizione”, ma una conseguenza di accordi già raggiunti. “Entrambe le parti attorno al tavolo negoziale sono d’accordo col fatto che i 3,5 miliardi di euro” saranno restituiti “dopo un lungo periodo, fino al 2054, perché è in quel momento che i prestiti vengono ammortizzati”, ha spiegato.

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