Venerdì, 30 Luglio 2021
Attualità

'Così fan tutti', Londra diede appalto da 500mila sterline all'amico del braccio destro di Johnson

L'Alta Corte del Regno Unto chiamata a decidere se si sia trattato di un caso di nepotismo del controverso ex consigliere del premier Dominic Cummings

Boris Johnson - foto Ansa EPA/JESSICA TAYLOR

Quella di dare appalti ad amici e parenti non è solo una cattiva abitudine italiana, ma une tendenza comune, a quanto pare, anche ad altri Paesi. Nel Regno Unito sta facendo discutere il fatto che il governo di Londra lo scorso anno diede un appalto da 500mila sterline, senza alcun bando, a un'azienda di un amico dell'allora braccio destro di Boris Johnson, il controverso Dominic Cummings, dimessosi lo scorso novembre in seguito a una lotta di potere interna all'esecutivo.

L'appalto fu concesso la scorsa estate a Public First, che era stata fondata da due ex colleghi dell'allora il consigliere capo del primo ministro, allo scopo di valutare l'efficacia della comunicazione del governo sulla pandemia. In seguito a un ricorso dell'associazione The Good Law Project il caso è stato portato all'Alta Corte del Paese, che sta giudicando la correttezza dell'appalto. Ai giudici lo stesso Cummings ha ammesso di avere avuto un ruolo "determinante" nella scelta dell'agenzia, ma negando che la decisione fosse stata dettata da ragioni di amicizia e non di stima dal punto di vista professionale. Ma, secondo documenti interni all'esecutivo, un altro funzionario avrebbe affermato che l'agenzia era "troppo, troppo vicina al governo per essere oggettiva". L'azienda è gestita da James Frayne e Rachel Wolf, entrambi ex colleghi non solo di Cummings ma anche del ministro Michael Gove e nel 2019 Wolf ha anche contribuito alla stesura del manifesto del partito conservatore per le elezioni.

L'appalto senza gara fu rivelato per la prima volta da Guardian e openDemocracy nel luglio dello scorso anno, ma allora il Gabinetto in una nota aveva sostenuto che era senza senso suggerire questi passati rapporti di lavoro avessero svolto un ruolo nella decisione di aggiudicargli un contratto. Cummings ha detto ai giudici che alla fine di febbraio dello scorso anno risultò evidente che "era necessario un aiuto urgente per comunicare efficacemente messaggi sanitari essenziali al pubblico" durante la pandemia di coronavirus. “Ovviamente non ho chiesto di assumere Public First perché erano miei amici. Non farei mai una cosa del genere", ha assicurato.

Tra i documenti portati in tribunale c'è stato anche uno scambio di e-mail tra funzionari pubblici dell'Ufficio di Gabinetto dello scorso marzo, che mettevano in dubbio l'imparzialità del lavoro di Public First. Una di loro scriveva: "Nutro sincere preoccupazioni sul modo in cui POTREBBERO far girare le cose che escono dai focus group - troppo, troppo vicino al numero 10 (10 Downing Street è l'indirizzo del premier britannico, ndr) per essere obiettivi". Una sua collega le dava ragione, affermando che stava pensando di limitare il lavoro dell'azienda nella verifica delle opinioni dei cittadini sui messaggi di Johnson, e che un'altra azienda, Jigsaw, avrebbe dovuto creare un focus group con un pubblico più anziano e vulnerabile.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

'Così fan tutti', Londra diede appalto da 500mila sterline all'amico del braccio destro di Johnson

Today è in caricamento