Nove Paesi Ue contro l'Italia: "Mette a rischio l'unità sulla politica estera"

Il nostro Paese tra quelli ritenuti responsabili della situazione di stallo nel lavoro comune insieme a Grecia e Ungheria per i veti su temi come Cina, Venezuela o il Patto globale sulle migrazioni

L'Alto rappresentante Mogherini con Merkel e macron, leader di due dei Paesi firmatari del documenti - Foto EU

La politica estera dell'Unione europea è sempre meno efficace, e questo perché tra gli Stati membri prevalgono ancora troppe divisioni, soprattutto a causa di un gruppo di Paesi che invece di lavorare alla ricerca di compromessi positivi per tutti pongono veti che impediscono il progresso del lavoro comune. E tra questi Paesi c'è anche l'Italia che è ritenuta tra i responsabili di questa situazione insieme a Grecia e Ungheria. A esporre queste critiche un gruppo di 9 Stati membri guidati da Francia, Germania e Spagna.

Il documento

"L'Ue deve aumentare significativamente la sua capacità di agire su questioni di politica estera chiave", si legge in un documento informale ('non-paper') firmato da Repubblica ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Romania, Spagna e Svezia, secondo cui "la nostra unità è sempre più messa alla prova dalle dinamiche sia interne sia esterne all'Ue". Il non-paper, ottenuto dall'Agi, è stato presentato in vista della discussione che terranno i ministri degli Esteri dell'Ue il 17 giugno sull'efficacia della politica estera e di sicurezza comune. Secondo il documento l'Ue deve "ancora realizzare il suo potenziale come attore globale".

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I veti

Il richiamo alle dinamiche "interne" che minano l'unità dell'Ue è ritenuto un riferimento critico nei confronti di Italia, Ungheria e Grecia, che negli ultimi mesi hanno bloccato posizioni comuni europee su temi come Cina, Venezuela o Patto globale sulle migrazioni. I nove Paesi, tra le altre cose, chiedono di assicurare "maggiore coerenza" nella politica estera dell'Ue e dei suoi Stati membri per avere un "impatto globale" reale rispetto agli obiettivi strategici europei. Infine, i nove affermano che un'azione orientata ai risultati sia cruciale per l'efficacia dell'Ue come attore globale. “Dobbiamo usare monto tempo per coordinarci tra noi, e più tempo per coordinare e costruire partnership con altri attori sulla scena internazionale", dice il non-paper.

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