"Italia, Egitto e Turchia scaricano in mare la metà della plastica che inquina il Mediterraneo"

L'allarme degli studiosi: "Nei prossimi vent'anni le tonnellate di rifiuti in acqua potrebbero raddoppiare". Ma la spazzatura arriva soprattutto dai fiumi. Solo dal Nilo arriva il 25% degli scarti inquinanti

Rifiuti sulla spiaggia di Rodi, in Grecia. Foto: www.pxfuel.com

Ogni anno 229.000 tonnellate di plastica finiscono nel Mar Mediterraneo con ripercussioni dannose per l’ambiente marino e la salute delle specie animali che lo abitano. L’allarme arriva dal rapporto dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) e si basa sui principali studi scientifici condotti negli ultimi anni sullo stato di salute del Mare Nostrum dei latini, oggi alle prese con un pericoloso problema di inquinamento dei fondali. L’organizzazione avverte che le tonnellate di plastica in mare potrebbero raddoppiare nei prossimi 20 anni se non vengono immediatamente messe in atto misure di contrasto al fenomeno, come il divieto di alcuni prodotti di plastica e una catena sicura di trattamento dei rifiuti.

Lo studio analizza le stime dei rifiuti in plastica provenienti da 33 Paesi del bacino del Mediterraneo. Italia, Egitto e Turchia sono responsabili di più della metà della plastica buttata in mare. Un triste primato dei tre Stati rivieraschi dovuto al fatto che nei tre Paesi sono presenti “grandi quantità di rifiuti mal gestiti”, sottolinea il rapporto, “oltre a un’alta popolazione costiera”.

Il problema più evidente è rappresentato dalle cosiddette macroplastiche. Bottiglie, flaconi e sacchetti sono circa il 94% dei rifiuti presenti nel Mediterraneo. Il 6% della restante plastica in circolazione rientra nella categoria delle microplastiche primarie, pezzi di misura inferiore ai cinque millimetri che provengono, ad esempio, da cosmetici e prodotti tessili. Secondo il rapporto, il 67% dei rifiuti nel bacino del Mediterraneo è “mal gestito”. E gli scarti dell’uomo raggiungono il mare dopo essere passati per i fiumi, spiega lo studioso Julien Boucher, uno degli autori del rapporto. Dal solo fiume Nilo arriva circa il 25% di tutte le materie plastiche che rimangono intrappolate nel Mediterraneo.

Ma anche le popolazioni delle città di mare fanno la loro parte nell’inquinamento. “Le aree costiere sono responsabili rispettivamente del 30% e del 35% degli scarichi di microplastica e macroplastica” in mare. Lo studio include infine la lista delle città che inquinano di più. Tra queste troviamo Alessandria d’Egitto, Roma e Podgorica.

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