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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Gli infermieri accusano l'Ue e il Regno Unito: "Hanno causato un'apartheid vaccinale"

I sindacati di 28 Paesi scrivono all'Onu puntando il dito contro Bruxelles e Londra: "Difendono i brevetti dei vaccini causando un numero enorme di vittime"

Il nuovo allarme globale sollevato dalla diffusione della variante Omicron ha riaperto il dibattito sulla necessità di vaccinare non solo i Paesi più ricchi, ma anche quelli a medio e basso reddito. Il cui accesso ai farmaci anti-Covid sarebbe limitato dai brevetti. Almeno questa è l'accusa che muovono, tra gli altri, i sindacati degli infermieri di ben 28 Paesi di tutto il mondo, dal Brasile all'Italia, passando per gli Stati Uniti. In un appello lanciato alle Nazioni Uniti, i rappresentanti degli operatori sanitari puntano il dito contro l'Ue e il Regno Unito, che di fatto hanno bloccato le richieste degli Stati a basso reddito, guidati da India e Sud Africa, di  sospendere temporaneamente i brevetti per i vaccini Covid. Un rifiuto che sarebbe costato un numero enorme di vite.

La lettera, inviata a nome di Global Nurses United, ong che rappresenta oltre 2,5 milioni di operatori sanitari, afferma che il personale ha assistito in prima persona al "numero impressionante di morti e all'immensa sofferenza causata dall'inazione politica". Il rifiuto di alcuni Paesi di modificare le regole sui diritti di proprietà intellettuale per i vaccini avrebbe contribuito a creare nel mondo una sorta di "apartheid vaccinale", in cui le nazioni più ricche si sono assicurate almeno 7 miliardi di dosi, contro i 300 milioni di vaccini attualmente consegnati o promessi agli Stati più poveri.

Tale differenza nella distribuzione non è solo "altamente ingiusta", si legge nella lettera, ma anche controproducente, dicono gli infermieri: lo dimostrerebbe quanto sta avvenendo con la diffusione della variante Omicron, che sarebbe partita dal Sud Africa, dove meno di un quarto della popolazione ha ricevuto le due dosi. Proprio il Sud Africa, insieme all'India, sta facendo da tempo pressioni sull'organizzazione mondiale del commercio, la Wto, per arrivare a un accordo globale per la sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale (i Trips). Gli Usa sarebbero d'accordo, ma Ue e Regno Unito, insieme a Norvegia, Svizzera e e Singapore, hanno espresso la loro contrarietà. Una nuova riunione della Wto sul tema era attesa per questa settimana, ma è stata rinviata. 

La lettera è stata inviata proprio in vista di questa riunione: "Come lavoratori in prima linea, siamo in una buona posizione per poter testimoniare sulla violazione del diritto di tutti al godimento del più alto standard raggiungibile di salute fisica e mentale a causa dell'impatto della mancata sospensione dei Trips' sui vaccini anti Covid-19, si legge. Tra i destinatari della missiva c'è Tlaleng Mofokeng, un medico sudafricano e attivista per la salute, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla salute fisica e mentale e che ha il potere di avviare un'indagine nell'ambito del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Mofokeng ha affermato di condividere la richiesta di una rinuncia al brevetto. Del resto, anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha più volte accusato i Paesi ricchi di egoismo per essersi accaparrati i vaccini disponibili a livello globale, lasciando a secco le nazioni più povere. Secondo Shirley Marshal Díaz Morales, vicepresidente di un sindacato di infermieri in Brasile,"è ora che i governi del mondo diano priorità alla salute delle persone rispetto ai profitti delle multinazionali". 

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