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Venerdì, 27 Maggio 2022
L'allarme / Paesi Bassi

A Hong Kong parte la caccia ai criceti olandesi 'untori': hanno la variante Delta

Sono stati importati nel Paese che è praticamente Covid free, e il governo ha disposto l'abbattimento di tutti questi animali acquistati dai cittadini nell'ultimo mese per sicurezza

A Hong Kong è in corso una caccia a dei criceti 'untori', che avrebbero il coronavirus e rischiano di diffonderlo nel Paese che è praticamente Covid free da circa un anno, grazie alle rigorosissime misure messe in campo dal governo. Gli animali sarebbero stati importati dai Paesi Bassi, e alcuni di loro sono finiti e stati rivenduti venduti in un negozio di animali al cui proprietario da allora è stato diagnosticato il coronavirus, hanno riferito i media locali. I successivi test sugli animali nel negozio hanno mostrato che undici criceti avevano la variante Delta.

Come riporta DutchNews.nl tutte le persone che hanno acquistato un criceto nelle ultime tre settimane sono state esortate a non coccolare l'animale e a chiamare la una linea d'emergenza in modo che la bestiolina possa essere raccolta e uccisa. Anche gli altri animali del negozio, seppur risultati negativi, sono stati tutti abbattuti. L'ordine di abbattimento si applica a tutti i criceti acquistati a Hong Kong dal 22 dicembre, quando una spedizione di animali è arrivata dai Paesi Bassi. Una seconda spedizione è arrivata il 7 gennaio, ha detto il South China Morning Post. Le autorità sanitarie di Hong Kong hanno dichiarato in una conferenza stampa che il virus potrebbe essere passato dai criceti alle persone. "Se hai un criceto, tienilo in casa e non baciarlo", ha detto il responsabile regionale della salute Leung Siu-fai.

Come ulteriore misura di sicurezza il governo ha ora vietato la vendita di tutti i criceti e piccoli roditori. La trasmissione dall'animale all'uomo non è tra le principali cause di diffusione della malattia, ma è stata durante la pandemia comunque un problema affrontato da diverse nazioni, ad esempio con il caso dei visoni da pelliccia che lo scorso anno sono stati in diversi Paesi. "Sappiamo che anche cani, gatti, furetti e criceti possono contrarre il coronavirus", ha detto all'emittente NOS un portavoce del ministero dell'Agricoltura. "Ma finora non è stato dimostrato che svolga un ruolo rilevante nelle infezioni da coronavirus negli esseri umani”, ha rassicurato il portavoce assicurando che il governo si sarebbe messo in contatto con le autorità di Hong Kong per verificare le informazioni e ha affermato che sarebbe stato allertato l'istituto di salute pubblica RIVM se si fosse accertato che il virus abbia già fatto il salto da criceto a umano. Secondo il RIVM, al momento una ricerca olandese mostra che la maggior parte degli animali con coronavirus sono infettati dai loro proprietari, e non il contrario.

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