Sabato, 13 Luglio 2024
La denuncia / Grecia

La guardia costiera che abbandona i migranti in mare (con la barca pagata dall'Ue)

Un video mostra una nave greca che li fa scendere su un gommone lasciandoli al largo del Mar Egeo, la Commissione chiede un'indagine per violazioni del diritto internazionale

La Grecia è stata accusata di aver respinto dei migranti, abbandonandoli in mare a bordo di un gommone, violando così il diritto europeo e quello internazionale. In alcuni video ottenuti dal New York Times, compare un'imbarcazione della Guardia Costiera greca, che sarebbe anche stata acquistata con fondi comunitari, che trasporta quello che sembra essere un gruppo di migranti. Questi ultimi a un certo punto vengono fatti salire su un gommone in mezzo al mare e lì abbandonati.

La portavoce della Commissione per le migrazioni, Anitta Hipper, ha sottolineato il dovere della Grecia di "rispettare pienamente gli obblighi previsti dalle norme dell'Ue in materia di asilo e dal diritto internazionale", e l'esecutivo dell'Ue ha esortato Atene a lanciare un'indagine sulle presunte deportazioni illegali di migranti. Secondo le prime informazioni ottenute dagli elenchi dei mezzi archiviati della Guardia Costiera greca, l'imbarcazione è stata identificata come la nave 617, che sarebbe stata finanziata coi fondi dell'Unione.

Alla visione del filmato, il commissario europeo per gli Affari interni Ylva Johansson ha esortato le autorità greche a darsi da fare, affermando che "è necessario che le autorità greche agiscano, anche sulla base del nuovo meccanismo di monitoraggio indipendente". Tuttavia, la Commissione ha detto che non prenderà provvedimenti immediati, poiché l'indagine è attualmente nelle mani dei procuratori greci, del difensore civico e dell'Autorità nazionale per la trasparenza, scrive Politico.

"Non trarremo conclusioni e non annunceremo azioni o attività prima di essere a conoscenza delle conclusioni dell'indagine che sarà condotta a livello nazionale", ha dichiarato poi il vice portavoce della Commissione, Dana Spinant. Di fronte a queste affermazioni, i legislatori europei hanno chiesto invece alla Commissione di adottare una linea più dura, suggerendo l'apertura di una procedura d'infrazione, che consentirebbe alla Corte di giustizia dell'Ue di imporre sanzioni se venissero rilevate violazioni del diritto comunitario.

Ieri i Socialisti e Democratici (S&D) e i liberali di Renew Europe hanno chiesto al commissario greco Margaritis Schinas, membro del partito Nuova Democrazia del premier uscente Kyriakos Mitsotakis (nonché vincitore delle ultime elezioni), di comparire davanti alla commissione Affari interni del Parlamento europeo. "Il maltrattamento e il respingimento dei migranti in Grecia è una chiara violazione del diritto comunitario e del diritto internazionale", ha dichiarato a Politico l'eurodeputata S&D Birgit Sippel.

La Commissione non ha però confermato che l'imbarcazione incriminata sia stata finanziata con fondi Ue. Queste accuse hanno messo in difficoltà anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che aveva elogiato la Grecia definendola "scudo" dell'Europa nel 2020, nonostante le crescenti preoccupazioni delle Nazioni Unite e delle Ong sulla politica migratoria del governo.

Il premier Mitsotakis ha comunque difeso pubblicamente la linea dura del suo governo in materia di migrazione, sostenendo che l'opinione pubblica greca è dalla sua parte. Questo è stato parzialmente confermato dalla vittoria nel primo turno di elezioni che si sono tenute domenica, in cui il suo partito Nuova Democrazia ha ottenuto il 40,8%, battendo il partito di sinistra Syriza, che si è piazzato al secondo posto con il 20,1%. L'europarlamentare di Nuova Democrazia Anna-Michelle Asimakopoulou ha dichiarato che la Grecia ha richiesto il filmato originale e presto fornirà una risposta ufficiale.

Nonostante fino ad ora le autorità greche abbiano sempre negato che quella del respingimento e dell'abbandono in mare di migranti sia una pratica frequente, i respingimenti violenti e illegali e gli abusi fisici nei confronti dei migranti sono purtroppo una realtà regolare. A dichiararlo è stato anche il Consiglio d'Europa (CoE) in un rapporto annuale che è stato pubblicato il 30 marzo.

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