Un treno-ospedale europeo per far fronte a nuove pandemie: la proposta della Germania all'Ue

L'annuncio del ministro della Difesa tedesco: "Vagoni ferroviari già esistenti da riconvertire in terapie intensive". Un'idea che prende spunto dai treni medici già esistenti durante la Guerra Fredda

Un treno TGC usato per il trasporto di malati in Francia durante la pandemia

Treni ospedalieri dislocati in tutta Europa con unità di terapia intensiva per spostare con urgenza i malati più gravi da un Paese Ue all'altro. E' la proposta avanzata dal ministro della Difesa della Germania, Annegret Kramp-Karrenbauer, come misura di prevenzione in caso di nuove pandemie come quella del Covid-19. Ma anche in caso di minacce alla sicurezza.

Già perché il progetto tedesco, al quale starebbe lavorando anche la Francia, verrebbe sviluppato all'interno della Pesco, la politica comune europea sulla Difesa. Del resto, l'idea prende spunto dai treni ospedalieri già predisposti in Europa durante la Guerra Fredda.  "La crisi sanitaria ha messo in luce diverse lacune nella risposta alla crisi, motivo per cui l'Ue deve prepararsi meglio a pandemie o eventi con un gran numero di feriti gravi", ha detto il ministro durante la presentazione delle priorità della presidenza di turno del Consiglio dell'Ue.

Secondo Kramp-Karrenbauer, la prevenzione potrebbe portare a un nuovo progetto militare congiunto per la creazione di un "treno ospedaliero" da utilizzare per le operazioni di evacuazione medica. "Ciò che immaginiamo sono delle unità di terapia intensiva, cioè vagoni ferroviari che possono anche essere convertiti per questo scopo e che possono essere collegati a qualsiasi locomotiva", ha spiegato l'ex candidata alla successione di Angela Merkel, ricordando quanto fatto dalla Francia sul suo territorio durante la pandemia, quando grazie a treni TGV appositamente allestiti ha spostato pazienti dalle aree più in emergenza. 

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Il progetto potrebbe essere presentato nel 2021, quando verranno banditi i nuovi progetti Pesco. Tra le imprese interessate potrebbero esserci la francese Alstom e la tedesca Siemens, il cui progetto di fusione era stato bocciato dall'Antitrust Ue nel 2019. Anche l'italiana Ansaldo potrebbe avere interessi in merito. 

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