"Nessun allarme da parte dell'Ue e nessun rischio spread", da Bruxelles le rassicurazioni di Gentiloni

Il premier ha chiuso la due giorni di vertice europeo invitando alla calma sulle trattative in corso per formare il nuovo governo e ricordando che anche la Germania ha avuto una lunga fase di transizione prima di arrivare al quarto esecutivo Merkel. E sullo schiaffo di Napolitano al Pd dice: "Massima considerazione"

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Nessun "allarme" dai mercati o "rischio" spread. L'Europa aspetta che "con la regia del presidente della Repubblica" si trovi una soluzione per la formazione di un nuovo governo, ma per ora a Bruxelles non c'è la sensazione che l'incertezza italiana si trasformi in una tempesta. Paolo Gentiloni lascia quello che potrebbe essere il suo ultimo vertice Ue da premier con parole di rassicurazione sul futuro prossimo del paese. Rassicurazioni che, dice, sono arrivate dagli stessi leader europei. 

No allarmismi

Lo fa lanciando anche qualche stoccata d'amor patrio nei confronti di Parigi e Berlino: "Cosa mi hanno chiesto i leader Ue? Come è naturale guardano all'Italia con curiosità così come da parte nostra è avvenuto in occasione delle elezioni in Francia o Germania" ma senza pressioni o tantomeno ultimatum. "Non c'è un rischio o un allarme da parte della Ue per una destabilizzazione dei mercati o per lo spread" riguardo alla situazione politica italiana, dice Gentiloni, che argomenta: "Lo stato dell'economia italiana è incoraggiante, al momento non si profila il rischio di un incrocio tra una non soluzione della crisi di governo e una difficoltà, una incertezza o addirittura un rischio dei mercati". Le preoccupazioni sono altrove, aggiunge il premier, e arrivano dall'altra parte dell'Atlantico con la minaccia del protezionismo dell'amministrazione Trump, "una situazione da maneggiare con grande cura".

Le parole di Napolitano

Interesse ma non allarme, dunque. Anche se questo "non vuol dire che la situazione sia eterna o immutabile", precisa Gentiloni. "C'è comunque l'impegno di tutte le forze parlamentari a concorrere a una soluzione della crisi", ciascuno nel suo ruolo, di governo e opposizione, aggiunge. E sulle parole di Giorgio Napolitano, che oggi in apertura della seduta del Senato ha dichiarato che il risultato elettorale ha mostrato "quanto poco avesse convinto l'autoesaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza" (un riferimento poco velato al Pd di Renzi), Gentiloni si limita a ricordare i meriti dell'ex capo dello Stato: "Penso che, non solo per quello che ha rappresentato in questi anni, ma anche per il ruolo che svolge tuttora, noi dobbiamo la massima considerazione alle parole e a quello che dice il presidente Giorgio Napolitano. Poi la discussione politica, ovviamente, è aperta".

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