Filippine, espulso esponente del Pd: “E'  una di quelle persone che non vogliamo avere nel nostro territorio”

Giacomo Filibeck, vicesegretario generale del Partito socialista europeo, aveva criticato l'operato del governo Duterte, che secondo le ong avrebbe ucciso oltre 10mila persone nel nome della lotta alla droga

Nella foto Giacomo Filibeck / Europarl

Un esponente del Pd, nonché vicesegretario generale del Partito socialista europeo, Giacomo Filibeck, è stato espulso dalle Filippine, dove era giunto per partecipare al congresso del partito Akbayan, che guida l'opposizione al governo autoritario di Rodrigo Duterte.  

Le denunce di Filibeck

Secondo le autorità filippine, Filibeck avrebbe violato le leggi sull'immigrazione del paese in quanto avrebbe usato un visto turistico per partecipare a una iniziativa politica. In realtà, secondo quanto denunciano i colleghi del Pse e i deputati del gruppo S&D al Parlamento Ue, l'esponente del Pd è inviso al governo per aver denunciato, in una precedente visita nella Filippine, “gli assassini extra-giudiziali” di migliaia di persone nell'ambito della guerra al traffico di droga lanciata dal presidente Duterte a metà del 2016. Secono le stime ufficiali, la polizia avrebbe ucciso oltre 4mila sospetti trafficanti, mentre secondo le organizzazioni per i diritti umani le vittime sono almeno tre volte di più e spesso non sarebbero legate al traffico di droga.

Le motivazioni del governo Duterte

"Mister Filibeck è elencato nella nostra lista nera per aver violato le leggi sull'immigrazione che proibiscono agli stranieri di svolgere attività politica nel nostro paese", ha spiegato il segretario alla Giustizia, Menardo Guevarra. Il portavoce di Duterte, Harry Roque, ha giudicato la decisione un "esercizio di sovranità", aggiungendo che "Il leader socialista è una di quelle persone che non vogliamo avere nel nostro territorio". 

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Solidarietà da Pse e S&D

Solidarietà a Filibeck è arriva dal Pse: “E' del tutto inaccettabile che un rappresentante politico del Pse venga trattato come un criminale dietro ordine del governo", ha dichiarato il presidente del partito, Sergei Stanishev, aggiungendo che i socialisti continueranno ad esprimere “solidarietà all'opposizione democratica contro il crescente autoritarismo del regime di Duterte nelle Filippine" 
Sulla stessa linea Enrique Guerrero Salom, eurodeputato S&D e presidente del Global Progressive Forum: “Questo incidente inaccettabile dimostra che il presidente filippino Rodrigo Duterte sta cercando disperatamente di mettere a tacere ogni critica perché ha la coscienza sporca per la violazione dei diritti umani in corso nel suo paese e per la sua 'guerra alle droghe'”.

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