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Sabato, 24 Febbraio 2024
Ucraina

Facebook smantella maxi rete di propaganda filorussa: 60 siti ‘contraffatti’ e 1.600 profili fake

L’operazione di disinformazione usava false pagine web che riproducevano le homepage di giornali europei come The Guardian e Der Spiegel. Ma al posto delle notizie ‘vere’ venivano diffuse le bufale pro-Cremlino

La guerra si combatte anche sul web. Dalla Russia è partita una rete di disinformazione che utilizzava centinaia di account social falsi e dozzine di siti per diffondere notizie false sulla guerra in Ucraina e promuovere le posizioni del Cremlino. A svelare l’operazione di disinformazione filorussa è stata Meta, la società che controlla i social media Facebook e Instagram, che ha affermato di aver disattivato i profili falsi prima che questi riuscissero a raggiungere un vasto pubblico. 

La società di Mark Zuckerberg ha ammesso che la rete di disinformazione venuta a galla è la più grande e complessa operazione di propaganda russa identificata dall'inizio dell’invasione. Oltre ai profili social, ha riportato l’Associated Press, l’operazione ha coinvolto più di 60 siti web creati per imitare siti di notizie di tutto rispetto tra cui i quotidiani europei The Guardian e Der Spiegel. Invece delle notizie reali riportate dalle vere testate, i siti falsi diffondevano contenuti di propaganda russa e disinformazione sull'Ucraina. Della rete orchestrata dalla Russia facevano parte anche oltre 1.600 account Facebook falsi, appositamente utilizzati per diffondere la propaganda pro-Cremlino in Germania, Italia, Francia, Regno Unito e Ucraina. I falsi account social, attivi per tutta l’estate, venivano quindi utilizzati per diffondere link a notizie false e altri post e video filorussi su Facebook e Instagram, nonché su piattaforme tra cui Telegram e Twitter.

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"Video: rivelata la falsa messa in scena a Bucha!”, si legge in una delle notizie false diffuse sui social che incolpava l'Ucraina del massacro di centinaia di ucraini nella città occupata dai russi. "In alcune occasioni, il contenuto dell'operazione è stato amplificato dalle pagine Facebook ufficiali delle ambasciate russe in Europa e in Asia", ha affermato David Agranovich, direttore dell’unità di Meta contro le minacce. "Penso che questa sia probabilmente la più grande e complessa operazione di origine russa che abbiamo interrotto dall'inizio della guerra in Ucraina all'inizio di quest’anno”, ha aggiunto il rappresentante del gigante dei social.

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