In giro per l'Europa sulle due ruote, l'Ue vuole 8 posti per biciclette su tutti i treni

Il regolamento in discussione a Bruxelles chiede spazi obbligatori sia sui regionali che sull'alta velocità, dove al momento sono negati

ANSA/MASSIMO PERCOSSI/

Spostarsi in giro per l'Europa con la propria bicicletta potrebbe essere presto più facile. I deputati della commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo hanno approvato una bozza di regolamento che prevede che nell'Unione otto posti per biciclette siano obbligatori su tutti i treni europei, da quelli usati dai pendolari e quelli ad alta velocità. Come riferisce il sito della Fiab, la Federazione amici della bicicletta, a proposta sarà portata in Plenaria e se approvata, sarà poi discussa con i rappresentanti degli Stati membri nel Consiglio Ue per definire il testo finale e approvare il regolamento.

Diritto di portare le bici

Nella proposta approvata della commissione si legge che "i passeggeri hanno il diritto di trasportare le biciclette a bordo del treno, compresi i servizi ad alta velocità, a lunga distanza, transfrontalieri e locali. Tutti i materiali rotabili passeggeri nuovi o ricondizionati devono, al più tardi due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, includere uno spazio appositamente indicato per il trasporto di biciclette assemblate, con un minimo di 8 spazi". Al momento in Italia si possono portare le biciclette solo sui treni regionali, che devono avere un locale apposito: si pagano 3,5 euro per tutta la giornata. Su Intercity e Alta velocità si possono portare come bagaglio gratuito solo le bici pieghevoli o quelle normali smontate e impacchettate.

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La necessità della riconversione del trasporto

Per Alessandro Tursi, vicepresidente dell'European Cyclists' Federation e di Fiab “l'alleanza tra bici e trasporto pubblico in generale, e quella tra bici e treno in particolare, sono la chiave per l'indispensabile riconversione del trasporto persone”. “L'imbattibile velocità del treno per andare dal centro di una città al centro di un'altra, unita alla competitività della bicicletta in ambito urbano, potranno in prospettiva ridimensionare il ruolo dell'auto a complementare e non più di dominio assoluto come accade oggi in diverse zone d'Europa, in particolare in Italia dove il numero di auto per abitante è abnorme", ha concluso Tursi.

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