Coronavirus, arrivano i "dottori volanti" dell'Ue

L'iniziativa nel quadro del nuovo programma EU4Health che mira a migliorare il coordinamento tra gli Stati membri, in particolare dinanzi a epidemie e pandemie. Ma la strada verso una sanità europea resta ancora in salita

Con il programma Eu4Health, nel settennato di bilancio 2021-27, "per la prima volta creeremo riserve strategiche di equipaggiamenti medici e di apparecchi necessari in tempo di crisi; avremo una riserva di personale sanitario, inclusi 'dottori volanti' (flying doctors, ndr), che potranno essere dispiegati ovunque ce ne sia bisogno". Lo ha annunciato la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides al termine della riunione con i ministri della Salute dei Paesi membri.

"Si tratta anche di assicurare - ha aggiunto la Kyriakides - che i farmaci e le attrezzature mediche siano disponibili, quando necessari, in ogni momento". "E infine - ha proseguito - si tratta di aumentare la resilienza dei sistemi sanitari, facendo una vera differenza nella lotta contro il cancro, la riduzione dei casi di resistenza agli antimicrobici e migliorare la vaccinazione".

Eu4Health, ha continuato la commissaria cipriota, "è un programma che riguarda ogni singolo cittadino europeo. Mi fa molto piacere che oggi gli Stati membri abbiano condiviso le nostre priorità e sostengano l'iniziativa". "Una delle lezioni che abbiamo imparato - ha detto ancora - è che l'UE deve dare una priorità elevata alla salute, anche aumentando gli investimenti in questo campo. E' proprio per questo che guardiamo al futuro. Apriremo un nuovo capitolo, con il programma Eu4Health". "Con un aumento del 2000% delle risorse finanziarie (il budget proposto è di 9,4 mld di euro contro l'attuale stanziamento settennale di 413 milioni, ndr) - ha concluso la commissaria Kyriakides - rappresenta un'opportunità di fare qualcosa di più grande, per far sì che la crisi rappresenti un'opportunità per il settore della salute, in modo che guidi la ripresa. Eu4Health serve ad essere meglio preparati a reagire alle crisi e a proteggere i cittadini". 

Se sotto diversi aspetti il nuovo programma EU4Health rappresenta decisamente un passo avanti verso una maggiore integrazione dei sistemi sanitari dei Paesi membri, carenza che è pesata non poco nella risposta alla pandemia, va anche detto che i governi continuano a essere 'gelosi' delle proprie prerogative in un settore così delicato e politicamente rilevante. "Gli Stati membri devono restare al posto di guida", ha dichiarato R'olandese Roland Driece riferendosi al nuovo programma e al ruolo "troppo limitato" che Bruxelles avrebbe riservato ai governi nazionali nell'attuazione. 

Dichiarazioni simili sono arrivate da altri Paesi, come Irlanda e Danimarca. Mentre altri hanno puntato il dito contro il nuovo stallo sulla proposta della Commissione relativa alla valutazione delle tecnologie sanitarie, una direttiva intorno a cui ruotando interessi miliardari e che è bloccata da anni a causa delle obiezioni da parte di grandi paesi come Francia e Germania.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Insomma, la strada verso una sanità davvero europea è ancora in salita. La speranza è che comunque EU4Health possa almeno migliorare il coordinamento dinanzi a nuove minacce come i coronavirus. Che di certo non si curano di confini e sovranismi nazionali.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rissa tra turisti e polizia, in Belgio accesso alle spiagge limitato ai residenti

  • Scrive "vuoi sposarmi?" con 100 candeline, e la casa prende fuoco

  • Omicidi e guerre tra narcotrafficanti: in Svezia e Olanda è emergenza criminalità

  • Casi in aumento ma ai ravers non importa: tekno party con 10mila persone

  • Per fermare il coronavirus in Galizia vietato anche fumare per strada

  • Svedesi via da casa a 17 anni, italiani a 30. Ma in Ue c'è chi è più "mammone" di noi

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
EuropaToday è in caricamento