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Lunedì, 20 Maggio 2024
Summit G7

"Divieto totale di esportare in Russia": ma l'Ue dice no alla richiesta degli Usa

Washington preme per l'export ban totale. Ma Bruxelles boccia l'idea: "Non è fattibile"

Bruxelles e i principali Paesi Ue sono pronti a respingere al tavolo del G7 la proposta degli Usa di un divieto totale di esportazione verso la Russia. L'idea del cosiddetto export ban era circolata negli ultimi giorni sulla stampa americana, che parlava di un progetto di sanzione sul quale "i funzionari del G7 starebbero discutendo in vista del vertice di maggio". Il riferimento è all'incontro previsto a Hiroshima alla fine del mese prossimo. Ma in questa occasione, salvo colpi di scena, l'Ue si opporrà alla proposta di Washington.

"Non è fattibile", ha tagliato corto un alto funzionario europeo riferendosi alla misura. Il provvedimento richiesto dagli Usa effettivamente ribalterebbe l'attuale meccanismo adottato da Bruxelles in occasione dei dieci pacchetti di sanzioni già approvati e dell'undicesimo ancora in fase di negoziato. In tutte le precedenti occasioni l'Ue è infatti partita da una lista di prodotti la cui vendita in Russia è stata vietata. L'elenco va dalle tecnologie militari ai prodotti di lusso, ma permette ancora ai Paesi Ue di esportare in Russia beni per miliardi di euro.

Per introdurre il divieto totale proposto dagli Usa "occorrerebbe cambiare l'intero sistema sanzionatorio dall'attuale lista nera" dei beni e servizi la cui fornitura al Paese che ha invaso l'Ucraina è attualmente vietata "a una lista bianca" di prodotti 'salvati' dal divieto generale. Introdurre questo sistema per l'Ue "sarebbe ancora più difficile" che per gli altri membri del G7, ha aggiunto il funzionario, "perché si dovrebbe vietare tutto e poi trovare consenso su ciascuna esenzione". 

Putin ammette: "Le sanzioni possono avere un effetto negativo sull'economia"

Bruxelles punta piuttosto a "un processo" che vada a fermare l'elusione delle sanzioni partendo da "una buona mappatura per capire dove sono i problemi". Ad esempio, "ci sono aziende che prima esportavano verso la Russia e ora esportano verso la Turchia" e nello stesso ambito di prodotti "assistiamo a un aumento degli scambi dalla Turchia verso la Russia", ha aggiunto la fonte ipotizzando l'aggiramento delle misure stabilite in sede G7 tramite i Paesi terzi. Di qui la necessità che "gli Stati membri lavorino con le aziende", alcune delle quali "a volte non sanno che ciò che stanno facendo è sbagliato". Un altro passo sarà quello di "convincere i Paesi terzi a cooperare" partendo "dalla Turchia e da quelli dell'Asia centrale", una zona che "gioca un ruolo chiave". "Abbiamo bisogno di avvicinare questi Paesi che possono essere sotto pressione di Mosca, come il caso del Kazakistan", ha concluso il funzionario.

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