Nasce la commissione sulla disinformazione, il gruppo della Lega: "Ministero della Verità Ue"

Gli emendamenti satirici dell’eurodeputato della destra tedesca chiedono che l'assemblea "sia composta da un solo membro” per sottolineare “il carattere antidemocratico”

Con un voto a larga maggioranza, il Parlamento europeo ha dato il via libera alla commissione speciale sulle ingerenze straniere nei processi democratici dell’Ue. L’assemblea di eurodeputati avrà anche il compito di “contrastare le campagne di disinformazione e di comunicazione strategica dei Paesi terzi che danneggiano l’Ue”, si legge in una nota dell’Eurocamera. Un ruolo di monitoraggio delle notizie e delle fake news che circolano nei vari canali di informazione che non è piaciuto per niente all’eurodeputato tedesco Lars Patrick Berg, esponente di Identità e Democrazia, il gruppo parlamentare di cui fa parte anche la Lega. 

"Il ministero della Verità"

Dal momento che i numeri in Aula lasciavano poche speranze agli oppositori - alla conta finale 548 deputati hanno votato a favore della commissione, 83 i contrari e 56 gli astenuti - il politico tedesco ha trovato un modo più originale per esprimere il proprio dissenso: la presentazione di 10 emendamenti palesemente satirici, pensati per deridere l’iniziativa anti-fake news. Un emendamento propone la creazione di un “ministero della Verità dell’Ue”. La parte della proposta approvata nella quale si prevede che “la commissione speciale sarà composta di 33 membri”, secondo la versione emendata da Berg “necessita di 1 solo membro” dato il suo “il carattere antidemocratico”. 

Contro gli obiettivi Ue

Tra le modifiche orwelliane proposte dall’eurodeputato alleato della Lega si intravede anche “una soppressione della libertà di parola”, e una precisazione sugli obiettivi dell’Unione europea “non ben definiti ed espansionistici”. L’Unione viene definita, in un’altra proposta di modifica, come “una macchina di (contro)propaganda che mette a tacere tutte le forme di opposizione contro la sua narrazione”. Si ironizza anche sul fatto “una porzione significativa dell'elettorato respinga gli "obiettivi" dell'Unione europea” e dunque sul presunto compito della commissione speciale di censurare le voci contrarie. 

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Scenari futuri

Gli emendamenti satirici non hanno trovato spazio nel documento finale che darà il via ai lavori della commissione, la cui composizione non è ancora stata decisa. Un particolare da non sottovalutare, che lascia aperta la possibilità di una partecipazione dello stesso Berg.

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