Lunedì, 2 Agosto 2021
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Il Dieselgate costa caro all’ex capo di Volkswagen: la casa d’auto gli chiede un miliardo di euro

Martin Winterkorn, amministratore delegato del gruppo all'epoca dello scandalo, finirà presto di fronte ai giudici tedeschi per il processo rinviato più volte per la pandemia. L'azienda spera di recuperare presto almeno parte dei 30 miliardi andati in fumo

La casa automobilistica tedesca Volkswagen, finita al centro dello scandalo Dieselgate scoppiato nel 2015, ha chiesto un miliardo di euro di risarcimento all’allora amministratore delegato del gruppo, Martin Winterkorn. La richiesta dell’azienda di Wolfsburg, secondo quanto riporta la stampa tedesca, si accompagna alla pretesa di altri pagamenti nei confronti di altri dirigenti ritenuti colpevoli delle gravi negligenze venute a galla con l’indagine sui controlli fasulli sulle emissioni. 

La richiesta di Volkswagen

Secondo il quotidiano bavarese 'Suddeutsche Zeitung', il consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen ha chiesto la somma cospicua agli assicuratori con cui Volkswagen ha stipulato una copertura per la responsabilità degli amministratori. Rintracciato dai giornalisti, Martin Winterkorn si è rifiutato di commentare la notizia. La richiesta di risarcimento non è stata un fulmine a ciel sereno, dal momento che la casa automobilistica ha annunciato a fine marzo la sua intenzione di chiedere indietro ai suoi ex dirigenti almeno parte dell’enorme danno economico subito dal gruppo. Tuttavia, Volkswagen non aveva reso noto l’importo del risarcimento. 

L'accusa

Gli ex dirigenti, fanno notare le testate tedesche, sono tutelati da assicurazioni in caso di “violazione colposa” nell'esercizio della loro funzione. Winterkorn “ha violato il suo dovere di diligenza” venendo meno, come capo del gruppo, al suo dovere di “spiegare il contesto dell'uso di funzioni software non autorizzate” nei motori diesel, ha scritto uno studio legale incaricato dal gruppo Volkswagen di richiedere le somme.

Il danno

Si calcola che lo scandalo Dieselgate sia costato al gruppo tedesco all’incirca 30 miliardi di euro, molti dei quali sono finiti negli Stati Uniti a titolo di risarcimento dei consumatori truffati. In parallelo alle richieste fatte dall’azienda, gli ex dirigenti di Volkswagen dovranno presto presentarsi al processo penale che, a causa della pandemia, ha già subito numerosi rinvii.

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