menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Rifiuti sanitari a rischio Covid smaltiti illegalmente: in manette oltre 100 persone in tutta l'Ue

Vasta operazione dell'Europol in Europa, Italia compresa. Tra i casi più eclatanti quello che riguarda un'impresa operante tra Spagna e Portogallo, che avrebbe portato in discarica materiale di scarto degli ospedali senza il necessario trattamento di sanificazione: "Messo a rischio la salute pubblica".

I rifiuti raccolti in mezza Spagna finivano in Portogallo, dove venivano smaltiti senza il necessario trattamento di sterilizzazione. Un modo per aumentare i profitti in barba alle regole e che ha causato rischi elevati per la salute pubblica, dato che quei rifiuti provenivano dagli ospedali nel pieno dell'emergenza Covid. E' questo uno dei reati accertati dall'Europol in una vasta operazione che ha coinvolto ben 30 Paesi, tra cui l'Italia. Si tratta della prima inchiesta internazionale di questa dimensione incentrata sul traffico dei rifiuti sanitari. Un'operazione ribattezzata Retrovirus e promossa dalla Commissione europea per sventare il rischio, putroppo confermato, di una "crescita nel trattamento e nello smaltimento illegali dei rifiuti sanitari" nel periodo della pandemia.

Il caso spagnolo

Reti criminali e imprese colluse, infatti, hanno sfruttato la situazione di emergenza per massimizzare i già crescenti profitti legati al business dei rifiuti sanitari. Lo dimostrano le cifre dell'operazione dell'Europol: 102 arresti effettuati, più di 819 enti e persone sanzionati, e 22 sequestri. Come dicevamo, il caso più eclatante si è verificato nella Penisola iberica: un'impresa operante negli ospedali delle principali città spagnole, tra cui Madrid e Barcellona, aveva stretto un connubio criminale con una ditta di Lisbona, in Portogallo.

"Gli ufficiali spagnoli hanno perquisito 9 località e arrestato 20 persone per crimini contro l'ambiente, i diritti dei lavoratori e la salute pubblica - scrive in una nota l'Europol - I rifiuti sanitari, raccolti dall'azienda, dovrebbero normalmente essere sterilizzati ad alta pressione per eliminare tutti i componenti pericolosi. Per aumentare i profitti, l'azienda ha ridotto i tempi di trattamento. Ciò ha comportato la mancata sterilizzazione dei rifiuti prima dello smaltimento; un trattamento inadeguato che ha causato rischi elevati per la salute pubblica".

30 Paesi coinvolti

Le autorità di contrasto in Europa si sono concentrate anche sul trasporto di rifiuti, in particolare le importazioni da Paesi terzi. "Un'altra tendenza individuata durante l'operazione è stata il possibile inquinamento delle acque residue urbane", scrive sempre l'Europol. L'operazione ha riguardato Albania, Austria, Belgio, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Canada, Colombia, Croazia, Cechia, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Macedonia del Nord, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ucraina.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

EuropaToday è in caricamento