Covid mutato, l'Ecdc agli Stati Ue: circola da novembre, bisogna identificare subito i casi

Il Centro europeo per il controllo delle malattie esorta i Paesi a uno sforzo supplementare di test e tracciamento per evitare la diffusione incontrollata, ma potrebbe essere troppo tardi. Intanto sempre più nazioni chiudono i loro confini ai viaggiatori provenienti dal Regno Unito

Fot Ansa EPA/ANDY RAIN

Per fermare la diffusione della variante mutata e più contagiosa del coronavirus potrebbe essere ormai troppo tardi, ma bisogna fare uno sforzo maggiore per provarci. Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), ha spiegato in un rapporto che il nuovo ceppo è stato trovato già a novembre in due sequenze di campioni raccolti in Danimarca e addirittura in uno in Australia. Questo indicherebbe che si è già "verificata una sua diffusione internazionale, anche se non se ne conosce l'estensione".

Test e tracciamento

Per questo le autorità sanitarie pubbliche e i laboratori di tutti i paesi europei devono analizzare i virus isolati in modo tempestivo per identificare i casi della nuova variante. Va identificato immediatamente chi ha avuto contatti con persone positive alla nuova mutazione o ha viaggiato nelle aree colpite, in modo da testarli, isolarli e tracciare i loro contatti. Se la nuova variante sembra sia addirittura del 70 per cento più contagiosa, la buona notizia è che "non ci sono indicazioni al momento di una maggiore gravità dell'infezione collegata a questa nuova mutazione”, di cui sarebbero stati segnalati casi in Danimarca, Olanda e, secondo i media, in Belgio. Ma al momento mancano certezze e “vista l'attuale mancanza di dati su quanto questa nuova variante sia diffusa fuori dal Regno Unito, servono sforzi tempestivi per prevenirne e controllarne la diffusione". Tutti i casi che dovessero essere identificati dalle autorità nazionali dei vari paesi membri dovranno essere comunicate al Sistema di allerta e risposta rapida dell'Unione europea ed è importante ora più che mai, sottolinea il Centro europeo per il controllo delle malattie, far capire ai cittadini l'importanza di rispettare le misure restrittive e il distanziamento sociale, evitando i viaggi non essenziali e le attività sociali.

Regno Unito isolato

Intanto il Regno Unito è sempre più islato. A Italia, Irlanda, Francia, Belgio, Olanda e Germania, si stanno ormai unendo quasi tutti i Paesi membri nella scelta di chiudere i loro confini ai viaggiatori provenienti dall'Isola. Al di fuori dell'Europa il bando ai viaggi è già stato annunciato da Hong-Kong, Kuwait, India, Iran, Turchia, Israele ma anche Canada, Argentina, Colombia e Cile hanno sospeso i loro voli dal Regno Unito. La Francia ha anche deciso di chiudere i confini al traffico di merci, creando una situazione di caos al porto di Dover, dove già da giorni si erano formate file di chilometri di camion, dovute alla corsa agli approvvigionamenti in vista della Brexit, scatenata dalla paura del No Dela. Una situazione che non potrà che peggiorare nelle prossime ore

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