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Giovedì, 30 Maggio 2024
Nuove regole

Google, Facebook e Instagram nel mirino dell'Ue: cosa cambierà a breve

Selezionati i grandi portali web che dovranno rispettare gli obblighi su privacy, trasparenza e salute mentale dei minori: quattro mesi di tempo concessi da Bruxelles per adeguarsi

La Commissione europea ha designato i 19 siti web colpiti dalle nuove norme Ue sui servizi digitali. Oltre ai motori di ricerca Google e Bing, sono finiti sotto la lente di Bruxelles i social network Facebook, Instagram, LinkedIn, Pinterest, Snapchat, TikTok e Twitter, ma anche i negozi online Amazon Store, Apple AppStore, Alibaba AliExpress, Google Shopping e Zalando. Nella lista ci sono infine le piattaforme Booking, Google Play, Google Maps, Wikipedia e YouTube. Per tutti e 19 i siti - che vantano un raggio d'azione di almeno 45 milioni di utenti attivi al mese - scatterà l'obbligo di conformarsi entro quattro mesi alle nuove regole.  

Stop alla profilazione

Queste ultime sono pensate per proteggere gli utenti online, soprattutto i minori, imponendo ai servizi designati di valutare e attenuare i propri rischi sistemici e di predisporre solidi strumenti di moderazione dei contenuti. Tra le novità per le grandi piattaforme, in particolare, ci sono i nuovi diritti degli utenti: questi saranno informati con chiarezza sul motivo per cui ricevono determinate raccomandazioni o pubblicità e avranno il diritto di non partecipare ai sistemi di raccomandazione basati sulla loro profilazione, cioè sulla raccolta di dati che li riguardano.

Origine etnica e opinioni politiche

Gli utenti potranno inoltre segnalare facilmente i contenuti illegali che le piattaforme saranno tenute a esaminare con diligenza. Gli annunci pubblicitari non potranno più essere selezionati sulla base dei dati sensibili dell'utente (come l'origine etnica, le opinioni politiche o l'orientamento sessuale). Le piattaforme dovranno inoltre contrassegnare tutti gli annunci pubblicitari come tali e informare gli utenti su chi li promuove. Per l'introduzione di questi nuovi strumenti sarà necessario un intervento tecnico delle piattaforme: di qui i quattro mesi di tempo concessi da Bruxelles per adeguarsi alle nuove regole.

Proteggere la salute mentale dei minori

Per tutelare i minori viene introdotto un divieto di pubblicità mirata basata sulla profilazione degli under 18. Le piattaforme dovranno inoltre condurre valutazioni specifiche dei rischi, anche per quanto riguarda gli effetti nocivi sulla salute mentale dei minori. Le relazioni, presentate alla Commissione entro quattro mesi, saranno rese pubbliche entro un anno.

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Segnalare contenuti illeciti

Quanto alla moderazione dei post, le piattaforme e i motori di ricerca dovranno adottare misure per affrontare i rischi connessi alla diffusione di contenuti illegali online e agli effetti negativi sulla libertà di espressione e di informazione. Di qui il nuovo obbligo di introdurre condizioni generali chiare e applicarle in modo diligente e non arbitrario. Le piattaforme dovranno inoltre disporre di un meccanismo che consenta agli utenti di segnalare i contenuti illegali e prendere provvedimenti rapidi sulla base delle notifiche ricevute. 

Obblighi di trasparenza

Per migliorare la trasparenza, le piattaforme dovranno infine garantire che le loro valutazioni dei rischi e la loro conformità a tutti gli obblighi imposti dal regolamento sui servizi digitali siano sottoposte a un audit esterno e indipendente. Ai ricercatori sarà consentito l'accesso ai dati pubblici. In un secondo tempo sarà istituito un meccanismo specifico per i ricercatori abilitati che potranno avere accesso anche ad altre informazioni. 

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