Il vescovo finisce sotto processo: ha celebrato la messa con i fedeli

Il caso in Grecia. Alla funzione, in barba ai divieti imposti dal governo di Atene per il coronavirus, anche il sindaco della città, il presidente del Consiglio comunale e decine di cittadini

Fedele in una chiesa ortodossa - foto Ansa EPA/KOSTAS TSIRONIS

Nonostante il lockdown in tutta la Grecia il vescovo ortodosso dell'isola di Corfù ha deciso, in barba ai divieti, di aprire la cattedrale e celebrare la messa.

La celebrazione proibita

Per questo il prelato, Nektarios Ntovas, è finito in tribunale insieme al sindaco della città, al presidente del Consiglio comunale, i chierici e almeno una quindicina di fedeli che hanno partecipato al servizio ecclesiale, alcuni dei quali hanno anche ricevuto la comunione. Il vescovo dovrà affrontare il processo il 25 maggio. Un caso del genere era accaduto anche in una chiesa ad Atene dopo che sui social erano state pubblicate delle foto che ritraevano un sacerdote mentre offriva la comunione ai credenti dalla porta sul retro della chiesa. Anche l'arcidiocesi della capitale ha aperto un'inchiesta sulla vicenda.

La condanna dell'arcidiocesi

“Si ricorda che le decisioni del Santo Sinodo sono vincolanti per tutto il clero della Sacra Arcidiocesi di Atene e delle Sacre Metropoli della Chiesa di Grecia e devono essere rigorosamente osservate. Il Santo Sinodo segue fedelmente tutte le istruzioni delle autorità competenti dello Stato in merito all'efficace risposta alla pandemia di coronavirus”, si legge in una nota dell'Arcidiocesi.

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Messe a porte chiuse

Le messe saranno consentite questa settimana prima della Pasqua ortodossa, che sarà domenica prossima, ma solo a porte chiuse, senza la presenza di fedeli e i servizi saranno trasmessi in streaming. Il portavoce del governo, Stelios Petsas, ha dichiarato che le ispezioni diventeranno più rigorose nei prossimi giorni e ha ribadito che le persone non sono autorizzate a visitare le case di famiglie e amici per Pasqua. “Non c'è spazio per nessun compiacimento. Non dobbiamo sbagliare. Se ci rilassiamo, ne pagheremo le conseguenze”, ha detto.

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