Il coronavirus rischia di mettere in ginocchio il turismo europeo (soprattutto italiano)

A gennaio annullati due milioni di pernottamenti solo da turisti cinesi che non potevano viaggiare. Nel nostro Paese si prevedono 22 milioni di presenze in meno nel prossimo trimestre

Ristoranti vuoti a Milano - foto Ansa Matteo Cornen

Negozi e ristoranti vuoti, se non addirittura chiusi. Prenotazione di voli e alberghi annullate. Il panico da coronavirus sta avendo effetti soprattutto sul settore del turismo, e non solo nelle zone colpite dall'epidemia.

Due milioni di pernottamenti annullati

Di impatto economico "piuttosto significativo" ha parlato il commissario Ue all'economia digitale e al mercato unico, Thierry Breton, spiegando che "nei mesi di gennaio e febbraio sono stati annullati due milioni di pernottamenti in hotel, prenotati in origine da turisti cinesi che non sono potuti venire per ragioni comprensibili".

Lombardia la più colpita

Il nostro Paese, principale focolaio europeo, è il più a rischio. In Lombardia Federalberghi ha parlato di un crollo delle camere prenotate che è passato dall'abituale 85% medio nei giorni da lunedì a giovedì all'attuale 10%, che vuol dire circa 25mila camere al giorno di differenza: una perdita giornaliera di oltre 3 milioni di euro. Oggi le principali associazioni di categoria si siederanno al tavolo convocato al ministero del Turismo per valutare i danni e affrontare le criticità che il settore sta vivendo. "Vediamo Milano e le nostre città più importanti vuote come Kabul, sentiamo il Kuwait che manda un volo per riprendersi i suoi cittadini, tra un po' ci chiuderà la frontiere anche l'Iraq dove scoppiano 50 bombe al giorno... Questo dà la misura dell'immagine che stiamo dando all'estero. L'unica soluzione è che queste città importanti, che hanno una rilevanza internazionale, tornino alla normalità...", è stato lo sfogo del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. Ma non è solo il capoluogo della Lombardia a risentirne. Situazioni simili ci sono a Firenze, ancora peggio a Venezia. E cali a picco ci sono stati anche a Roma, nonostante sia completamente fuori dalla zona rossa.

I russi annullano i viaggi

I tour operator russi hanno interrotto la vendita di viaggi e pacchetti per l'Italia, dopo che l'Agenzia federale per il turismo Rosturizm aveva diramato una raccomandazione in questo senso, per via dei timori legati all'epidemia di Covid-19. La misura rimarrà in vigore fino alla stabilizzazione delle situazione epidemiologica nel Paese.

Voli cancellati

Wizz Air ha annunciato che a causa della flessione nella domanda sulle sue rotte italiane ha rivisto la sua programmazione voli portando ad importanti cancellazioni, su specifiche rotte verso il Nord Italia tra l'11 marzo e il 2 aprile 2020, durante questo periodo circa il 60% della capacità totale italiana è stata tagliata. Easyjet ha detto di aver registrato "un significativo calo della domanda e dei fattori di riempimento da e per le nostre basi del Nord Italia" oltre a un idebolimento della domanda anche negli altri Stati Ue, di conseguenza ha deciso di cancellare alcune frequenze, soprattutto rotte da e verso l'Italia.

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Rischio 22 milioni di presenze in meno

Assoturismo Confesercenti ha calcolato che in meno di una settimana dall'esplosione dell'allarme, alberghi, b&b e agenzie di viaggio hanno già visto andare in fumo 200 milioni di euro di prenotazioni per il mese di marzo. Il presidente di Confturismo Confcommercio, Luca Patanè, ha dichiarato che il settore "rischia nel prossimo trimestre di vedere, per i soli viaggi in Italia, circa 22 milioni di presenze in meno con una perdita di spesa di 2,7 miliardi di euro".

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