Carenza di paracetamolo e medicinali Covid, Ue all'industria europea: “Producete di più”

La commissaria alla Salute: “C'è un rischio imminente di ammanchi di farmaci ospedalieri fondamentali, dovuti anche alle minori esportazioni da altri continenti”

Foto Ansa Giuseppe Lami

La commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides ha scritto ai responsabili di diverse associazioni europee dell'industria farmaceutica esortandoli, "come questione di estrema urgenza, ad aumentare la produzione dei medicinali utilizzati per curare i pazienti gravemente malati di Covid-19".

L'allarme

La lettera è indirizzata ai leader delle associazioni del settore. Il 27 marzo, continua la Kyriakides, "è stato riportato che c'è un rischio imminente di ammanchi di farmaci ospedalieri fondamentali, utilizzati per curare i pazienti di Covid-19". Da allora, "diversi Stati membri hanno riferito all'Ema di avere scorte per una sola settimana di tali medicinali". In questi tempi "eccezionalmente difficili - aggiunge la commissaria - contiamo su di voi e sul vostro senso di responsabilità e solidarietà per assicurare che i pazienti in Europa abbiano accesso ai farmaci di cui hanno bisogno. È della massima importanza - sottolinea - dare priorità immediata ad aumentare la produzione di questi medicinali e ad assicurarne la fornitura ai Paesi che ne hanno bisogno".

Condotte non etiche

"Contiamo su di voi - scrive ancora Stella Kyriakides - per scoraggiare condotte commerciali non etiche. In aggiunta, un certo numero di farmaci in via di sviluppo e medicinali autorizzati per altre patologie sono utilizzati per curare i pazienti con Covid-19". "L'industria farmaceutica europea - aggiunge la Kyriakides - dovrebbe aumentare la produzione anche di questi farmaci, per rispondere alle necessità degli Stati membri dell'Ue, in modo che non vengano a mancare per i pazienti che fanno affidamento su quei farmaci per trattare malattie pre-esistenti”.

Dietrofront dell'India

Uno degli Stati che aveva ridotto le esportazioni è stato l'India, ma dopo uno scontro con il presidente Usa, Donald Trump, che ha minacciato ritorsioni, ha fatto marcia indietro e ha rivisto i divieti di esportazione della idrossiclorochina (HCQ), consentendo alle aziende che la producono di rispettare i contratti precedentemente siglati. Oltre alla idrossiclorochina, il governo indiano ha riaperto l'export di altri 13 farmaci, tra cui il paracetamolo, di cui le aziende farmaceutiche indiane sono tra le più grandi produttrici mondiali.

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