Per battere il coronavirus anche il premier irlandese Varadkar torna a fare il medico

Nonostante gli impegni di governo ha deciso di coprire un turno a settimana rispondendo in prima persona all'appello lanciato dal servizio sanitario nazionale che si trova a corto di personale

Il premier Varadkar in visita a un laboratorio dove avvengono i test per il coronavirus - foto Ansa EPA/AIDAN CRAWLEY

Per battere il coronavirus c'è bisogno di uno sforzo da parte di tutti, soprattutto di medici e infermieri che sono in prima linea a combattere questa battaglia. E visti i turni massacranti, il numero di contagi anche tra il personale sanitario in aumento, sono tanti i medici in pensione o che hanno lasciato la carriera che sono tornati a vestire il camice in questo momento così complicato. Tra di oro c'è anche il Taoiseach (il premier) irlandese, Leo Varadkar, che ha deciso di tornare a prestare servizio nel servizio sanitario del suo Paese.

Ex dottore per sette anni prima di entrare in politica, il leader coprirà un turno a settimana, effettuando valutazioni al telefono dei potenziali pazienti affetti da Covid-19, per fare il primo, e importantissimo, screening iniziale e decidere chi deve essere ammesso in ospedale e chi no. Figlio di un medico e di un'infermiera, Varadkar ha studiato medicina e ha praticato per diversi anni; anche il suo compagno Matthew Barrett lavora nel sistema sanitario, così come due sorelle e i rispettivi mariti. A marzo, ricorda l'Irish Times, il premier si è nuovamente iscritto al registro, che aveva lasciato nel 2013 per entrare in politica, dopo che il Hse ha lanciato un appello ai professionisti non più operanti chiedendo aiuto per aiutare ad affrontare l'emergenza. In meno di tre giorni, circa 50 mila si sono fatti avanti.

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