Per fermare il coronavirus l'Olanda si affida (quasi) solo alla disciplina dei suoi cittadini

Il premier Mark Rutte non ha imposto misure coercitive ma un 'lockdown smart' e la popolazione, seppur con qualche eccezione, sembra rispondere in maniera ordinata

Il premier Mark Rutte all'ingresso di un supermercato - foto Ansa EPA/REMKO DE WAAL

In Europa ogni Stato sta rispondendo alla pandemia del coronavirus a modo suo, ma tutti ormai stanno prendendo più o meno le stesse misure, chiedendo ai cittadini di restare a casa il più possibile per fermare la diffusione del contagio. A cambiare è soprattutto l'intensità e la severità delle disposizioni dei vari Paesi. Se in Italia è vietato anche fare una passeggiata da soli al parco, e si rischiano denunce e multe per chi va in giro senza l'autocertificazione pure per fare la spesa, c'è una nazione che di fatto si sta affidando quasi solo all'autodisciplina dei suoi cittadini: i Paesi Bassi dove al momento le persone a cui è stato diagnosticato il virus sono 7.431 e i decessi collegati alla malattia 434, di cui 78 nelle ultime 24 ore (qui gli aggiornamenti quotidiani).

Duri sui conti, morbidi sulla quarantena

Lo Stato che più di tutti sta facendo la voce grossa sulla necessità di mantenere in Europa una certa disciplina di bilancio, con i suoi cittadini si limita a sussurrare consigli, ottenendo però allo stesso modo risultati abbastanza sorprendenti, con le dovute eccezioni ovviamente. Quando martedì 17 il premier Mark Rutte si è rivolto alla nazione, ha detto chiaramente che l'ipotesi di "chiudere completamente il Paese", sebbene possa "sembrare un'opzione interessante" implicherebbe una chiusura di almeno "un anno o anche di più, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe" e "anche se ciò fosse possibile nella pratica il virus potrebbe semplicemente rialzare di nuovo la testa una volta che le misure fossero state revocate". Per questo non ha voluto nessun lockdown duro, ma soltanto consigliato. L'autodisciplina da una parte, e l'immunità di gregge dall'altra, per Amsterdam dovrebbero bastare.

Le critiche

La cosa non è piaciuta a tutti, soprattutto all'estero. Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha criticato i Paesi Bassi per il “lockdown smart”, come lo ha definito Rutte. “Lo dico con tutto il rispetto, ma penso che si stia commettendo un grave errore”, ha sentenziato. Di "grande rischio" ha parlato il virologo Roberto Burioni, intervistato dal Telegraaf. Il vicino Belgio ha deciso di chiudere il confine, e la differenza nel tipo di interventi tra i due Stati ha mandato in tilt il piccolo villaggio di Baarle, diviso in due dal confine che lo attraversa nel mezzo.

Le indicazioni del governo

E il Paese sembra aver risposto in maniera piuttosto ordinata. Sul sito del governo le indicazioni sono queste: “Resta a casa il più possibile. Lascia la casa solo per andare al lavoro se non puoi lavorare a casa, per fare la spesa o occuparti degli altri. Puoi uscire per prendere un po' d'aria fresca, ma non farlo in gruppo. Mantieni sempre una buona distanza dalle altre persone (almeno 1,5 metri) ed evita tutte le attività sociali e gruppi di persone. A casa: limita il numero di visitatori a tre e mantenete una distanza sufficiente (1,5 m) l'uno dall'altro”. Nessuna minaccia di multa o misure coercitive. Rimangono aperti negozi di alimentari e farmacie, ma anche bar, ristoranti e coffeshop (gli olandesi si sa, devono fumare), però non ci si può sedere al tavolo, solo take away.

La spesa

I supermercati si sono attrezzati con misure per assicurare la distanza sociale, con dei segni sul pavimento che servono a far rispettare le distanze, e addirittura i cassieri sono stati protetti da vetri, in modo da evitare rischi di contagio. In alcuni di questi supermercati addirittura si può pagare solo con il contactless, in modo di evitare anche di toccare i numeri per inserire il pin con la carta. Ma ad Amsterdam però continuano a rimanere aperti anche piccoli negozi e mercatini, dove queste misure sono più difficili da prendere, però adesso sono molto meno affollati. Così come sono meno affollate, e quasi deserte, le piazze e i mezzi pubblici.

Bagnanti indisciplinati

Certo, lo scorso fine settimane in tanti approfittando della bella giornata sono andati in spiaggia, ma in tempi normali sarebbero stati molti di più. La cosa ha fatto comunque molto scalpore e così la polizia ha chiuso tutti i parcheggi delle spiagge per evitare che in futuro succeda di nuovo. In generale però al momento non sembra che il governo sia intenzionato a passare alle maniere forti.

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