Corbyn da Barnier per "scongiurare" un No Deal: "Per i laburisti ipotesi inaccettabile"

Il leader dell'opposizione dopo il congresso del partito vola a Bruxelles: "Una Brexit senza accordo significherebbe danneggiare l'occupazione e il livello di vita dei cittadini britannici ed europei"

Foto ansa EPA/WILL OLIVER

Concluso il convegno laburista, dove ha lanciato la sua rivoluzione verde per “ricostruire il Regno Unito per i tanti, non per i pochi” Jeremy Corbyn e’ volato oggi a Bruxelles per incontrare il capo negoziatore europeo della Brexit, Michel Barnier. Il leader socialista, che agisce già da candidato premier in pectore, spiegherà la posizione dell’opposizione britannica che considera "inaccettabile" un eventuale 'no deal', ossia un divorzio senza accordo. "Il tempo stringe", ha detto Corbyn prima di partire con il suo ministro ombra per la Brexit, Keir Starmer. aggiungendo che "uscire dall'Ue senza accordo significherebbe danneggiare l'occupazione e il livello di vita" di molti cittadini "sia nel Regno Unito sia nei Paesi dell'Ue".

Per questo, ha spiegato, “intendo sollecitare Bruxelles a far tutto il possibile per scongiurare" un simile epilogo. Proprio ieri nel suo discorso di chiusura del congresso che si e’ tenuto a Liverpool, il leader laburista ha escluso un via libera in Parlamento del suo partito sia a un 'no deal' sia a un accordo basato sulla piattaforma delineata dal governo Tory nella riunione di Chequers. Pur essendo il Labour all’opposizione i suoi voti sono potenzialmente decisivi vista l'esiguità della maggioranza che sostiene Theresa May, con i conservatori sempre più divisi. Corbyn chiede una soluzione che assicuri garanzie sulle tutele dei diritti dei lavoratori britannici, la permanenza di Londra in un'unione doganale con i 27 e confini senza barriere in Irlanda.

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Il leader laburista ha inoltre evocato, in caso di bocciatura parlamentare dell’accordo che a novembre May potrebbe aver raggiunto, la richiesta di elezioni anticipate immediate nel Regno come prima scelta, per sfidare direttamente la premier e sedersi poi di persona al tavolo delle trattative in caso di vittoria. Se le elezioni non dovessero essere concesse il Labour appoggerà un secondo referendum per dare di nuovo la parola ai cittadini.

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