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Diritto d’autore, Pd attacca: “A rischio riforma, l'Italia tra i Paesi che fanno blocco”

L’europarlamentare Costa punta il dito contro Roma: “Governo penta-leghista ostile al mondo dell'editoria, dell'informazione e della cultura”

La tanto controversa e discussa Direttiva europea sul diritto d’autore rischia di subire una battuta d’arresto che la farebbe slittare alla prossima legislatura. Dopo il semaforo verde del Parlamento europeo dello scorso 12 settembre, i negoziati con il Consiglio Ue hanno visto l’opposizione di dieci Paesi, tra cui l’Italia. 

“Mi rammarico che l’Italia”, attacca l’europarlamentare del Pd Silvia Costa, “fin dall'inizio tra i grandi Paesi sostenitori di questa riforma, abbia cambiato radicalmente atteggiamento con il nuovo governo penta-leghista”, accusato dall’esponente dem di essere “ostile al mondo dell'editoria, del pluralismo dell'informazione e della cultura”.

Il Governo di Roma si sarebbe opposto alla proposta di mediazione presentata dalla presidenza rumena sugli articoli 11 e 13, i più controversi perché riguardano “l’introduzione di un diritto per gli editori di ottenere una remunerazione equa e proporzionata per l'utilizzo digitale delle loro pubblicazioni”, spiega l’Onorevole Costa, “e la definizione della responsabilità delle piattaforme per i contenuti protetti da copyright a tutela dei creatori, autori e artisti”.

In vista delle prossime elezioni europee di fine maggio, Parlamento europeo e Consiglio hanno ancora poche settimane per dare il via libero definitivo al testo che ha già subito numerosi rinvii dovuti a divisioni interne alla politica europea, ma anche a una forte presa di posizione delle lobby del web contro alcuni articoli del testo.

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