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Martedì, 28 Giugno 2022
Covid-19

Contratti stracciati e accordo con Pfizer: l'Ue cambia strategia sui vaccini

In vista della campagna vaccinale d’autunno, Bruxelles ha deciso di privilegiare i rapporti con le aziende che hanno già ottenuto l’ok dell’Ema

Cala il sipario sul contratto tra l’Unione europea e il gruppo farmaceutico franco-austriaco Valneva per la fornitura di oltre 50 milioni di vaccini entro il prossimo anno. La Commissione ha infatti notificato all’azienda l’intenzione di risolvere il rapporto siglato lo scorso 10 novembre. L’accordo dava all’Ue il diritto di risolvere il contratto qualora il vaccino sviluppato da Valneva, denominato VLA2001, non avesse ricevuto l'autorizzazione all'immissione in commercio dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema) entro il 30 aprile 2022.

L’ok degli esperti Ue non è ancora arrivato. Tuttavia, ha precisato l’azienda, “secondo i termini del contratto, Valneva ha 30 giorni dal 13 maggio 2022 per ottenere l'autorizzazione all'immissione in commercio o proporre un piano per porre rimedio alla situazione in modo accettabile”. Di qui l’irritazione di Valneva che ha definito “deplorevole” la scelta della Commissione europea, “soprattutto perché continuiamo a ricevere messaggi da europei che cercano una soluzione vaccinale più tradizionale” rispetto alle dosi approvate, ha commentato Thomas Lingelbach, amministratore delegato di Valneva. L’azienda “continua a credere che il suo candidato vaccino VLA2001 possa dare un importante contributo alla lotta contro il Covid-19 e integrare i vaccini esistenti con un approccio inattivato a virus intero”, si legge ancora nella nota di Valneva. Tuttavia, l’Ue sembra decisa a cambiare passo nella sua strategia di lotta alla pandemia. 

Pochi giorni fa la Commissione ha infatti raggiunto un nuovo accordo con Pfizer/BioNTech per “affrontare meglio le esigenze degli Stati membri sui vaccini anti-Covid nei prossimi mesi”. L’accordo garantirà agli Stati membri di ricevere le dosi “quando ne avranno bisogno” e comprenderà i futuri vaccini adattati alle varianti in modo che i Paesi “possano rispondere a qualsiasi sviluppo epidemiologico entro la fine dell’anno”. 

La nuova intesa “adatterà i calendari di consegna contrattuali inizialmente concordati” con il produttore del vaccino più somministrato. “Le dosi previste per giugno e per tutta l'estate saranno erogate a settembre e nel periodo autunnale e invernale 2022, quando è più probabile che gli Stati membri avranno bisogno di scorte supplementari di vaccini per le campagne nazionali e per onorare i loro impegni di solidarietà internazionale”, ha precisato la Commissione.

L’Ue ha quindi deciso di restringere il suo approvvigionamento di vaccini alle sole aziende che hanno già ottenuto l’ok dell’Ema iniziando a stracciare, man mano che vanno in scadenza, i contratti con le case farmaceutiche che non hanno ancora ottenuto il via libera degli esperti Ue.

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