“Un algoritmo condizionerà il tuo voto”, il Consiglio d’Europa lancia l’allarme

A rischio la capacità individuale di formare un’opinione. Le tecniche di micro-targeting sotto la lente d’ingrandimento di Strasburgo

Ansa EPA/RITCHIE B. TONGO

Non solo sono capaci di prevedere le nostre scelte, ma anche di influenzare le decisioni future. Il Consiglio d’Europa ha lanciato l’allarme sui sistemi di automazione che vengono utilizzati a fini commerciali per indirizzare la pubblicità verso il ristretto gruppo di potenziali acquirenti. Lo stesso meccanismo, se utilizzato per influenzare le scelte delle persone in campo politico e sociale, può portare a una vera e propria manipolazione dell’individuo. Con rischi enormi per la democrazia.  La dichiarazione del Consiglio d’Europa mira innanzitutto a sensibilizzare i Governi dei 47 Stati membri dell’organizzazione internazionale, che - è sempre meglio ripeterlo - non ha nulla a che vedere con l’Unione europea.

“Gli strumenti di apprendimento automatico - si legge nel comunicato del Consiglio - hanno sempre più la capacità non solo di predire le scelte, ma anche di influenzare le emozioni e i pensieri, a volte in maniera subliminale”.  Il micro-targeting in particolare, tecnica utilizzata per individuare e influenzare ristretti gruppi di persone con determinate caratteristiche e abitudini per manipolarne i comportamenti sociali o le preferenze politiche, è finito sotto la lente d’ingrandimento del Comitato dei Ministri, organo decisionale del Consiglio, che ha sede a Strasburgo. Tali tecniche “consentono di dedurre informazioni personali e dettagliate sugli individui tramite dati facilmente disponibili” viene spiegato nella dichiarazione, facendo riferimento, in altre parole, a quell’enorme mole di fatti nostri che ogni giorno rendiamo pubblici - più o meno consapevolmente -  tramite computer, smartphone, pagamenti online e via dicendo.  Le analisi su questi dati permettono “lo smistamento degli individui in categorie, rafforzando in tal modo diverse forme di segregazione e discriminazione sociale, culturale, religiosa, legale ed economica”, scrive il Consiglio.

Si sottolinea che con tali tecniche “si facilita il micro-targeting degli individui sulla base di profili con modalità che possono influenzare profondamente le vite delle persone”. Si richiama quindi l'attenzione “sulla crescente minaccia al diritto degli esseri umani di formare opinioni e prendere decisioni indipendentemente dai sistemi automatizzati, che provengono da tecnologie digitali avanzate”.  Il Consiglio richiama sulla “capacità di utilizzare dati personali e non per selezionare e micro-indirizzare le persone, identificare vulnerabilità individuali, sfruttare dettagliate conoscenze predittive e riconfigurare i contesti sociali al fine di raggiungere obiettivi specifici e interessi particolari”.

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La dichiarazione incoraggia gli Stati membri “a mantenere un dialogo aperto e inclusivo con tutte le parti interessate a livello globale” al fine di “affrontare efficacemente questa preoccupazione emergente e finora sottostimata”. Tra il 26 e 27 febbraio si terrà a Helsinki la conferenza “Governing the Game Changer - Impatto dello sviluppo dell'intelligenza artificiale sui diritti umani, democrazia e stato di diritto”. Nel corso della conferenza, che il Consiglio ha contribuito a organizzare, si parlerà delle sfide e delle opportunità che si presenteranno nei prossimi anni con la presenza sempre maggiore dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana.

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