Cina, Strasburgo chiede di rilanciare i rapporti con Pechino

Mentre Trump va allo scontro sui dazi con il gigante asiatico, il Parlamento europeo spinge per una relazione più solida ma basata sul rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto e concorrenza leale

Gli Stati membri dell’Ue devono rilanciare le relazioni bilaterali con la Cina, “partner strategico” per il club dei Ventotto. Lo chiede l’Aula del Parlamento europeo, nella risoluzione approvata in occasione dell’ultima sessione di lavori. Gli europarlamentari fissano le condizioni della partnership con Pechino: deve essere basata sul rispetto dei diritti umani, rispetto dello stato di diritto, e concorrenza leale.

C'è un enorme potenziale per un'ulteriore cooperazione, ma non senza sfide”, si riconosce nel testo approvato a larghissima maggioranza (530 ‘sì’, 53 ‘no e 55 astensioni). Una delle prime sfide è certamente quella del web. L’Aula sottolinea come otto dei 25 siti internet più popolari al mondo siano bloccati nel Paese asiatico. A questi si aggiunge il blocco dei siti web delle principali aziende tecnologie dell’informazione. Rimozione dei limiti alla libertà sulla rete e introduzione di un regolamento sui diritti di tutela della privacy sono una delle cose su cui l’Ue dovrebbe puntare.

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La risoluzione mette in evidenza i tentativi della Cina di investire in infrastrutture strategiche europee attraverso la sua politica che ostacola il libero commercio garantendo vantaggi alle imprese cinesi. Si esortano pertanto gli Stati membri a lavorare con Pechino per una maggiore concorrenza, una maggiore trasparenza e l’adesione agli standard ambientali e sociali. Nell’ambito delle relazioni Ue-Cina, l’Aula invita anche i Paesi candidati all’adesione all’Ue (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia e Kosovo) di “condividere” con le istituzioni comunitarie i dati sugli investimenti infrastrutturali cinesi.

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