Parlamento Ue, polemiche su cene e rimborsi dell’estrema destra. La Lega: "Noi non coinvolti"

Secca smentita della Lega dopo un articolo del quotidiano Le Canard Enchainé

"Cene da 450 euro a persona nei ristoranti più chic di Parigi e un cenone di Natale con 60 bottiglie di champagne e 13.500 euro di spesa". Si tinge di nuovi particolari l’inchiesta del Parlamento europeo sulla gestione dei finanziamenti Ue ai gruppi politici da parte di Lega e Front National. Stavolta a puntare il dito contro l’Enl (Europa delle Nazioni e delle Libertà), di cui fanno parte i partiti guidati da Matteo Salvini e Marine Le Pen, è il quotidiano Le Canard Enchainé.

La replica

"Sulle presunte cene rimborsate dal gruppo Enf si precisa che, al contrario da quanto riportato da alcuni giornali, Matteo Salvini non vi ha mai partecipato né a Parigi, né altrove. Stesso discorso per gli altri parlamentari e componenti dello staff della Lega. Gli uffici legali del partito procederanno a presentare querela nei confronti di Repubblica, Corriere e tutte le testate che continueranno a pubblicare queste notizie false e prive di ogni fondamento". Così una nota della Lega. "Come si evince dal documento, già pubblicato ieri, da Politico.eu, infatti, nessun eletto della Lega, né alcun componente dello staff, sono coinvolti e citati nelle contestazioni relative ai budget del Parlamento europeo", conclude la nota.

Arriva anche la replica di Marine Le Pen che su Twitter bolla la notizia come una fake news.

L'inchiesta

Le rivelazioni del Canard Enchainé riguardano una inchiesta del Parlamento Ue che va avanti da mesi: la commissione per il controllo dei bilanci dell'Eurocamera avrebbe messo nero su bianco una serie di irregolarità nelle spese del gruppo. Nel 2016 l'Enl avrebbe avuto 38.889 euro di spese non sufficientemente giustificate e 388.278 euro di spese in violazione delle regole. Si parla, nello specifico, di pasti da oltre 400 euro a persona e un centinaio di regali di Natale da più di 100 euro, identificati come spese "non ragionevoli". Al gruppo Enl viene chiesto inoltre di comunicare chi fossero i destinatari di circa 230 bottiglie di champagne, sei delle quali di un valore di oltre 81 euro.

Non è la prima volta che il Front national finisce sotto inchiesta per l'uso dei fondi del Parlamento europeo: in passato, al partito sono state contestate le spese per due assistenti parlamentari che, secondo le accuse, lavoravano in realtà per il partito. Uno dei quali come guardia del corpo di Marine Le Pen.

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