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Domenica, 2 Ottobre 2022
Attualità

Celebrare la diversità e l'unità del Mediterraneo di fronte alle sfide condivise

La regione mediterranea è crocevia di tre continenti. Ma quando si tratta di grandi sfide globali, come il cambiamento climatico o l'emancipazione dei giovani, le differenze vengono messe da parte per lavorare insieme

In occasione della prima Giornata Internazionale del Mediterraneo, pubblichiamo le riflessioni di Nasser Kamel, segretario generale dell’Unione per il Mediterraneo. Istituita dai 42 Stati membri dell'Unione per il Mediterraneo (UpM) e dalla Commissione europea come giornata internazionale ufficiale, questa prima edizione mira a valorizzare l'identità mediterranea e la cooperazione tra i Paesi del bacino per affrontare le nostre sfide comuni, come il cambiamento climatico, la cooperazione regionale e l'uguaglianza di genere nella regione.

“Mosaico”, “Futuro”, “Luce”, “Civiltà”, “Solidarietà”, “Serenità”. Queste le parole scelta da artisti, politici, scienziati e imprenditrici del Mediterraneo per descrivere il nostro mare comune, nel quadro della prima campagna per la Giornata del Mediterraneo. In questi mesi abbiamo chiesto ai cittadini della regione di descrivere il Mediterraneo in una sola parola. Sono stato felicemente sorpreso dalle risposte, tutte così positive e toccanti, in contrasto con l’eco dei titoli di giornali che siamo abituati a leggere.

Queste parole risuonano in me e mi ricordano tutto ciò che la regione ha da offrire. Mentre ci riprendiamo lentamente dalla pandemia del Covid-19 e fronteggiamo sfide sempre più urgenti, noi sostenitori del Mediterraneo, che combattiamo ogni giorno per un futuro che possiamo e vogliamo creare per le generazioni a venire, a volte possiamo lasciarci scoraggiare dai tristi commenti rivolti alla nostra regione.‎ 

Questa sensazione spiega in gran parte perché ho sostenuto così ardentemente la creazione di una giornata internazionale che celebri il Mediterraneo: far luce non solo sulle meraviglie storiche e culturali della regione, ma anche su quelle meno tangibili e meno visibili, come i molti anni di cooperazione e dialogo creatisi in tutta la regione. Dobbiamo celebrare la resilienza dei popoli del Mediterraneo e il modo in cui hanno collaborato nel corso degli anni per rendere la nostra regione un luogo più stabile, pacifico e prospero. Dobbiamo celebrare i nostri successi e aprire la strada a una solidarietà ancora più forte per gli anni a venire. Il 28 novembre 2021 segna la prima Giornata del Mediterraneo, che rende omaggio alle culture, al dialogo e alla ricchezza del Mediterraneo, che commemora ciò che ci rende una delle migliori destinazioni al mondo.

La diversità della regione euromediterranea implica che non vi sia omogeneità, sia essa politica, economica o sociale. Non dimentichiamo che la regione è crocevia di tre continenti. Ma quando si tratta di grandi sfide globali, come il cambiamento climatico o l'emancipazione dei giovani, le differenze vengono messe da parte per lavorare insieme.

Ad esempio, lo scorso ottobre abbiamo assistito ad un momento storico, quando i nostri 42 Stati membri, seppur con enormi differenze in termini di sviluppo economico e priorità, hanno adottato comuni e ambiziosi impegni politici per preservare la ricca biodiversità ambientale del Mediterraneo di fronte al cambiamento climatico. La regione mediterranea si sta riscaldando il 20% più velocemente rispetto al resto del mondo. Senza un immediato cambiamento politico, tale area sperimenterà effetti devastanti per il suo ecosistema e le sue abitudini entro il 2040. In tal senso, questo recente accordo è stato uno degli esempi più chiari, durante il mio mandato di Segretario Generale, dell'importanza di organismi multilaterali, come l'Unione per il Mediterraneo. Un'azione coordinata e condivisa proteggerà oggi i nostri cittadini in prima linea contro il cambiamento climatico e tutelerà domani il futuro di tutti.

Durante questa pandemia, abbiamo visto anche i nostri Stati membri unirsi, avvicinati dalla comune volontà di superare il Covid-19 e costruire una ripresa inclusiva e sostenibile. La regione euromediterranea rimane però una delle aree con la minor integrazione economica del mondo. Se guardiamo ai livelli di integrazione commerciale, il 70% di tutto il traffico merci nel Mediterraneo avviene tra i porti europei, solo il 15% riguarda gli scambi tra Europa e Nord Africa e solo il 5% tra i paesi Mena (Medio Oriente e Nord Africa). E questo non è l'unico indicatore del potenziale non sfruttato della regione: gli impianti fotovoltaici potrebbero produrre 100 volte il consumo congiunto di elettricità dell'Europa e della regione Mena. L'energia pulita potrebbe trasformarsi nella nostra principale fonte di elettricità nel futuro e rappresentare un investimento comune, una doppia vittoria sia per l'integrazione regionale, sia per l'azione per il clima. Il recente report sui progressi dell'integrazione regionale dell'UpM fa luce proprio su questo potenziale non sfruttato, che sarà al centro delle discussioni al prossimo Sesto Forum Regionale dell'UpM.

L'integrazione regionale e la lotta ai cambiamenti climatici sono complesse e multidimensionali. Mentre lavoriamo per riprenderci dai contraccolpi della pandemia, dobbiamo cogliere l'opportunità di creare società più inclusive che consentano alle giovani generazioni e alle donne di realizzare il loro pieno potenziale, contribuendo così allo sviluppo futuro della regione. Ecco perché la prima celebrazione della Giornata del Mediterraneo deve far luce sulle sfide socio-economiche e ambientali che ostacolano la stabilità e la prosperità nella regione.

Quindi, con tutti gli occhi puntati su di noi, possiamo creare lo slancio necessario per rafforzare l'unità della regione e fare del Mediterraneo un pioniere di politiche regionali inclusive. Possa la nostra comune fede nel nostro dinamismo, nella nostra creatività e nella nostra vibrante regione gettare le basi per un futuro migliore.

Nasser Kamel – segretario generale dell’Unione per il Mediterraneo

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