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Manfred Weber. EPA/ANDY RAIN

Manfred Weber. EPA/ANDY RAIN

Il capogruppo popolare Manfred Weber propone una "soluzione finale" per i rifugiati. E in Germania divampa la polemica

Il leader del PPE parla alla convenzione della CSU: "il tema centrale del 2018 in Europa è la soluzione finale per i rifugiati". Scoppia la polemica e lui si difende su Twitter: "una voluta cattiva interpretazione". In sua difesa l'estrema destra di Alternative für Deutschland

Bisogna trovare una "soluzione finale per la questione dei rifugiati". Parole che incendiano, soprattutto se a pronunciarle è un politico tedesco, in concreto Manfred Weber, capogruppo popolare al Parlamento europeo, intervenuto con questi termini venerdì sera alla convention del suo partito, la CSU, la potente e conservatrice gamba bavarese della CDU della cancelliera Angela Merkel. 

Le parole di Weber. E la sua versione dei fatti

"Nel 2018 - ha affermato Weber di fronte alla crema del suo partito - il tema centrale in Europa è la soluzione finale alla questione dei rifugiati", parole che a quelle latitudini ricordano fin troppo da vicino la soluzione finale proposta dai nazisti per gli ebrei. Weber diceva poi che "sono necessarie risposte legislative a livello europeo" e che se si vuole cercare una soluzione "gli interlocutori principali" devono essere i paesi centroeuropei, parole spese per il premier ungherese Viktor Orban, contrario a qualsiasi suddivisione del peso dell'ondata migratoria e presente alla convenzione CSU. 

Di fronte allo scandalo, Weber, compagno di partito di Berlusconi e Alfano, ha reagito via Twitter, assicurando che si trattava di una "voluta cattiva interpretazione" e che il suo obiettivo era chiarire che "nel 2018 è necessaria una soluzione europea congiunta nel senso di aiutare le persone in difficoltà". 

L'estrema destra tedesca a difesa di Weber

A difesa di Weber è sceso in campo anche il leader del partito di estrema destra AfD Jorg Meuthen, che ha approfittato dell'occasione per additare i media, rei di attaccare lui e la sua formazione per l'utilizzo di terminologia nazista. "Nessuno pensa seriamente che Weber sia un nazista nascosto, chiaramente non è il caso - ha scritto Meuthen sempre su Twitter - ma la reazione mediatica è rivelatrice, non c'è nulla di più onnipresente che gli attacchi con il tema del nazismo". 

Una difesa interessata, che comunque non cancella l'uso quanto meno infelice della "soluzione finale" da parte del capogruppo popolare a Strasburgo. 

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